COSE CHE HO SCRITTO NEGLI SPAZI BIANCHI DELLE PAGINE DI ALCUNI LIBRI CHE HO LETTO:

testo e illustrazioni di Gabriele Picco

Vi è mai capitato di leggere con la biro o la matita in mano? A me capita spesso.Voglio poter sottolineare le frasi che mi rapiscono, oppure anche solo una parola importante, che può far sognare. Ma il più delle volte capita che con la matita ci faccio dei disegni, oppure ci scrivo qualcosa. E se sto leggendo un libro…la mia tela, o la mia pagina bianca devo andarmela a cercare tra le pagine stampate che ho in mano in quel momento, elemosino un po’ di spazio ai miei scrittori preferiti…ve lo immaginate? Chiedere a Palahniuk se può concedermi due righe, convincere De Lillo ad affittarmi mezza pagina, tutta per me…io me li concedo da solo questi spazi. Il libro me lo sono pur pagato io, no? Così insomma tutti questi libri che leggo, un po’ li scrivo anch’io. Posso dire di aver scritto una frase con Fitzgerald, allungato di una riga l’Ulisse di Joyce! O inserito un numero di telefono tra i capitoli dell’educazione sentimentale di Flaubert… Capita anche che prima di leggere io mi scrivo una dedica, oppure mi appunto un’idea, una poesia monca, un auspicio, la speranza di vedere cambiata la vita o il mondo, una speranza che poi porto con me per tutta la durata della lettura. A volte succede. A volte mollo lì tutto e chiamo il numero di telefono che mi ero appuntato sotto al titolo del libro. Con la biro blu. Buona fortuna.

Non capisco dove tenere gli occhi.
Cioè, lo so che stanno lì, sotto la fronte.
Ma vorrei metterli in tasca.
Per vedere meglio le cose.
(Quando eravamo giovani, Charles Bukowski, scritto a matita sul foglio bianco, il primo non numerato)

dovremmo pensare di essere sempre in campeggio, durante la vita, così anche i dolori sarebbero pieghevoli come le sedie e i tavolini, e basterebbero due mosse per chiudere tutto e finirli così, i dolori.
(Cavie, Chuck Palahniuk, scritto a biro nera in alto a pagina 221)

camminando diverso nella città uguale, prima di ricominciare.

Gatta, lupa,
profilo felpato fradicio di vita (che mi incanta)
i piedi che non ho (volo troppo io)
gli occhi per non pensare più a me stesso
il seno che guarda verso il mondo
e che m’inghiotte tutto d’un fiato.
Muoio a intermittenza
Ogni volta che ti guardo
E poi mi cerco
Ma non ci sono più.
(Ninna Nanna, Chuck Palahniuk, scritto a matita nell’ultima pagina, vicino alla frase. “ Printed in Italy”)

Regalo di Seba
(Trilogia di New York, Paul Auster, scritto a biro blu sotto la frase : “Einaudi tascabili. Letteratura. 510”)

A Roma, vedere appese le collane di salsicce.
(Gli ultimi fuochi, F. Scott Fitzgerald, scritto a matita nell’ultima pagina bianca)

la vita che entra come il sole dalle tapparelle, a fili luminosi, stampandosi sul soffitto
(F. Scott Fitzgerald, Belli e dannati, scritto a pagina 211 in basso a penna verde)

Silvia 3395665457
(Le particelle elementari, M Houllebecq, scritto a matita in alto a sinistra dell’ultima pagina bianca)

A Tokyo fa un caldo della Madonna. Ho i nervi saldi. Per fortuna Spike ha l’aria condizionata.
(L’eleganza è frigida, Goffredo Parise, scritto a matita in alto a destra di pagina 91)


L’amore è…Ok, leggiamo sto libro.
(Troppo carina per dirlo a parole, F. Scott Fitzgerald, scritto nella prima pagina bianca a biro nera, in alto in mezzo)

ricordati che devi andare a Milano
(Diario degli errori, Ennio Flaiano, scritto a matita sulla copertina vicino al nome di Flaiano)

Mille minuti per dirti che in fondo non siamo mai nati.
(Underworld, Don De Lillo, scritto a matita a pagina 242 in basso al centro)

Inizio di Sturdust memories
(Underworld, Don De Lillo, scritto a matita a pagina 192, altezza della ventitreesima riga)

la realtà è dappertutto, ma tu dove sei?
(The verificationist, Donald Antrim, scritto a matita a pagina 17 in basso)

diciannove-venti-ventuno luglio 2000
(Il grande Gatzby, F. Scott Fitzgerald, scritto a matita sulla prima pagina bianca in alto al centro)

Cazzo!
(Il grande Gatzby, F. Scott Fitzgerald, scritto a matita a pagina 182, dopo l’ultima riga)

Decide di andare a respirare i luoghi in cui abita Ronaldo. Il calciatore. (!)
(Le mille luci di New York, Jay, McInerney, scritto a matita nell’ultima pagina bianca in alto al centro)

Iniziato dopo una sega di merda. Speriamo nel libro. Che faccia godere insomma.
(V. ,Thomas, Pynchon, scritto a biro rossa nella prima pagina sotto la stampata: “BUR, la scala”)

intestino irritato, intestino incazzato!!!!!
(I demoni, Fedor Dostoevskij, scritto a matita , seconda pagina bianca al centro in alto)

Occhio, uomo, l’homeless, ogni luogo è un logo. Lettere dall’ex mondo: ventisette febbraio di un anno qualsiasi, ma è questo.
(L’accademia dei sogni, William Gibson, scritte a matita e biro nera sparse sulla prima pagina bianca)

farlo di mestiere quello di scoprire come andare a funghi.
(La casa del sonno, Jonathan Coe, ultima pagina bianca, scritta a matita)

basta fare attenzione, guarda là, la vedi quella?
(La delfina bizantina, Aldo Busi, scritto a matita sulla prima pagina bianca)

Rosaria. Chiamare pome 14.50-18
(L’idiota, Fedor Dostoevskij, scritto a biro blu, prima pagina bianca in alto al centro)

collage facce sull’uomo. Sdraiati con sposina.
(L’odore del sangue, Goffredo Parise, pagina 8 in alto a destra, scritto a matita)

Cd Velvet Underground. Vedi cartina USA. Buco. Altre scarpe lunghe.
(Ulisse, James Joyce, scritte sparse a matita sulla prima pagina bianca)

Andare a Praw (?) si sa mai.
(NY 50 best places to find peace and quiet, Allan Ishac, scritto a matita a pagina 2 in alto a destra)

I cessi hanno la loro dignità, quindi anche tutte le vite. Tutte. Dico. Anche la mia e latua (tutto attaccato)
(America, Franz Kafka, scritto a matita sotto al ritratto di Kafka in un tondo in bianco e nero)

il sole sembra un soldo. Prova a essere una farfalla. Potresti morire entro 24 ore. Ah ah.
(Oppio, Jean Cocteau, pagina 48 in mezzo scritto a matita)

il tuo cuore non è il mio. Ma il mio è tuo.
(Vladimir Nabokov, Fuoco pallido, scritto a penna rossa all’inizio, prima pagina bianca in alto)

ancora bruciori. La lettura può alleviare la vita (?)
(Party sotto le bombe, Elias Canetti, pagina otto scritto a matita in alto a destra)


Era cosparso di incendi, pensa, le fiamme erano alte così
Alte che il calore
Arrivava
Fino a qui
Ho detto qui
Vicino alle bottiglie
Ai nostri
Occhi
Si arrossavano solo
Un po’

(Jim Morrison, Stephen Davis, scritto a matita , prima pagina bianca in basso)


Ho scartato il libro dalla plastica, come fosse qualcosa da mangiare, nel momento della fame di cose surgelate.
Era mattina, adesso è pomeriggio. Maria mangia una tortina e mi ha fatto dimenticare tutto quello che volevo scrivere su questo libro che non ho ancora letto (mangiato)
L’ho solo scartato, adesso devo fare goal!
(Ivan Goncarov, Oblomov, prima pagina a biro nera sotto la scritta: “Einaudi Tascabili, Letteratura”.)

Selfportrait as an island
(Van Gogh, il suicidato della società, Antonin Artaud, scritto a matita con annesso disegno, prima pagina bianca)

Il dolore
Del sentirsi vicino al sole
Scottarsi (di vita)
Alleviare con essenza di notte e stelle, in tubetto.
Guardare bene
La data di scadenza
Noi vogliamo l’eternità
E i polmoni reclamano l’aria
Che sta sempre dall’altra parte dell’universo
Basta non dormire troppo
E mandare giù
Tutto quanto
Gli occhi sono in grado di
Masticare
Adesso
Grazie.
(Colazione da Tiffany, Truman Capote, prima pagina bianca, scritta a biro nera)

ascoltando
la musica
sbagliata
per sbagliare
anche la vita
(mi ride il culo!)
(Racconti, Truman Capote, scritta a biro nera nella prima pagina bianca in alto al centro)