Confuse the Cat

Giordano Simoncini

“We Can Do It”

(CD, Zeal Records, 2006)

Chi Nero lo legge sul serio, non così tanto per fare, si ricorderà che qui dei Confuse the Cat si era già parlato. Quelli belgi. Quelli che una volta il cantante era il leader dei Reiziger – quelli emo. Bene. Ora i Confuse the Cat giungono al terzo in lungo, diverso dal secondo che era a sua volta distinto dal primo. Per cui ai tempi del primo, Kiss Kiss Kissinger, i Confuse the Cat erano un sogno, c’ era ancora lo slowcore degli ultimi Reiziger, giusto una lacrima di fluidi pop in più e tutto andava bene. Poi il secondo New Medicine, bello, sì, un po’ più paraculo, delay is the new distortion ed un rantolo che tra una traccia e l’ altra nulla di buono lasciava presagire. Però dopo ecco il terzo album e alè, andata anche stavolta: tum paz, il virus che dilaga inarrestabile. Cioè tragedia. La presente recensione serve soprattutto a dire che non vediamo l’ora che questo penoso revival punkfunk new wave etc, che seguita a mietere buone band, finisca una volta per tutte, c’abbiamo davvero i coglioni pieni. We Can Do It rimane sullo scaffale giusto perché poi ad averci le discografie monche mi rode.

(Giordano Simoncini)