Ramona Còrdova

Francesco de Figueiredo

“The Boy Who Floated Freely”

(CD, Spleeping Star/Goodfellas, 2006)

La storia musicale di Ramòn lo vuole giovane musicista ventiduenne, cresciuto fra gli strumenti musicali dei parenti tutti, e sostenuto dal suo amico, al punto tale che per farlo emergere costituisce un’etichetta appositamente per lui (la ECA Records, diventato caso emblematico negli U.S.A.). Poi fra My Space e i live, il talento emerge, confermato da un bisbiglìo generale di passaparola. Fino ad arrivare in Francia, Germania e Spagna. Oggi edito anche in Italia, grazie alla Sleeping Star, che azzecca un altro colpo. Chitarra acustica arpeggiata - suonata con dolcezza - come la si tratta nell’intimità, con quei movimenti costanti e melodici; e un timbro vocale acuto e bianco, solidissimo e stabile. La produzione è onesta, senza i pompaggi e le sovraregistrazioni che si usano tanto in questo genere di pop squisito/intimista. E questo è un gran punto a favore, dato che ascoltandolo dal vivo, ma in uno spazio intimo, il nostro Ramòn ricrea una atmosfera sonora identica a quella del disco. C’è una sorta di concept attorno a “The Boy Who Floated Freely”, o meglio una storia: quella di un ragazzo di nome Giver che scappa di casa, si imbarca e naufraga su un isola, e da qui storie d’amore e di ricordi. Una bella coperta calda, con fuori che fa freddo.

(Francesco de Figueiredo)