Idol Lips

Rudi Borsella

“Too much for the city”

(lp/cd, Bondage rec./Hate, 2006)

Che la “scena” punk-rock ‘n’roll capitolina vivesse una stagione particolarmente felice, se ne sono accorti, finalmente, anche i più distratti commentatori di faccende sonore. Dopo le ottime prove delle grandi Motorama e degli emergenti Cactus, si uniscono al mucchio selvaggio gli Idol Lips, quintetto di scapestrati con il cuore fermo al 1977. Nove sberleffi di punk stradaiolo suonato come Dio (save the queen) comanda! Subissati da decine, centinaia, di produzioni, punk, emo, hardcore, spesso districarsi nella qualità diventa complicato, poiché i mezzi tecnici permettono di confezionare prodotti di buon livello, dove è anche facile cogliere la passione, ma è ancora più semplice annoiarsi. Con “Too much for the city” il rischio è scongiurato, l’album scorre fluido, senza forzature e cadute di tensione, pagando il suo tributo (consapevole e felice di farlo) alla musica dei Damned, dei Buzzcocks ed in generale del primo punk inglese senza dimenticare di porre lo sguardo talvolta aldilà dell’Atlantico; Dead Boys e New York Dolls fanno capolino qua e là. Chi è alla ricerca di scatti in avanti e voli pindarici può passare oltre, ma se i nomi sopra citati suscitano in voi sensazioni elettriche, il disco degli Idol Lips non mancherà di soddisfare le vostre aspettative.

(Rudi Borsella)