La vita da bohème

Lorenzo Micheli Gigotti

di Aki Kaurismaki

(DVD) Dolmen Home Video

Per intenderci: il sapore che accosterei a questo film è quella che si avverte quando in una galleria metropolitana si incontra un’artista di strada cantare fiera su una nenia di violino anni ‘50. La vita da bohème raccontata da Kaurismaki è il ritratto gentile di uno scrittore francese, un pittore albanese e un compositore irlandese che si incontrano per diverse vicissitudini sullo sfondo di una Parigi senza tempo. Tratto dal romanzo ottocentesco di Henry Murger il film racconta le storie di personaggi alla deriva, di zingari viandanti che vivono giorno per giorno senza due lire in tasca e una minima idea del loro destino. Chi perde casa per morosità, chi è costretto a rimpatriare non avendo i documenti in regola, chi si arrabatta in lavoretti occasionali mettendo in secondo piano le velleità artistiche. Sembrano tutti pagare per l’aver scelto di dedicare le loro vite alla scrittura, alla pittura e alla musica. Incapaci di gestire le individuali abilità, al primo incasso e alla prima rivincita esistenziale perdono il controllo (e l’occasione) inseguendo valori culturali e morali d’altri tempi. Il regista finlandese diventato famoso nel 2002 con “L’uomo senza passato” vincitore del premio della giuria a Cannes, ha la grande abilità in questo film di raccontare con delicatezza e romanticismo, senza peraltro mai essere pietoso e melenso (gli si può giusto criticare qualche eccessiva citazione), gli espedienti di uomini eruditi dai capelli unti e dai vestiti eccentrici che rispondono con composta bizzarria ed eleganza alle disavventure della vita. Ciò che conta, più dell’impotenza materiale, è poter credere nei sogni e nei valori. Allora uno stinco mangiucchiato da un cane sarà ottimo per fare un brodino e la strada un palco come altri per esibirsi. La recitazione degli artisti è veramente impeccabile, il raffinato bianco e nero della fotografia, le musiche, Parigi e gli interni spogli e decadenti richiamano il “realismo nero” di Marcel Carné. Nel film ci sono due comparse d’eccezione: Luis Malle nei panni di un generoso cliente di ristorante che offre la cena all’indigente pittore e Samuel Fuller come editore della rivista diretta, a stenti e per brevissimo tempo, dal nostro scrittore. Insomma un film su una povertà très chic da vedere.

(Lorenzo Micheli Gigotti)