Millesuoni, Deleuze, Guattari e la musica elettronica

Valerio Mannucci

A cura di Emanuele Quinz e Roberto Paci Dalò

(Libro, Cronopio, 2006)

Come recita il sottotitolo Mlllesuoni è un libro sull’incontro fra la filosofia di Deleuze e Guattari e la musica del novecento. Un incontro che i curatori della raccolta disegnano con un andamento a doppio senso. Da una parte la filosofia che invade l’ambito musicale e dall’altra la musica che invade l’ambito filosofico. Il libro è costruito su un’introduzione ed una serie di contributi critici di personaggi di varia provenienza (critici musicali, titolari di etichette di ricerca, musicisti, ecc). L’argomento, per chi ha un minimo di dimestichezza, non è certo nuovo, ma bisogna riconoscere che in Italia di pubblicazioni così complete sull’argomento non ne erano mai uscite. L’incontro fra la filosofia dei due francesi e la musica è più che altro un incontro di idee e di spirito, di frontiere e di spinte vicendevoli e sottili, non certo un incontro programmatico e dettagliato. Almeno non nei casi più importanti, anche se con qualche eccezione, vedi l’etichetta Mille Plateaux (che da Deleuze ha preso ben più che un semplice nome). Nel complesso un libro interessante per chi volesse approfondire alcune tematiche. L’unico problema è che personalmente sono un po’ scettico quando si tenta di cristallizzare un pensiero in relazione ad una pratica. Pur nella sua banalità trovo questa cosa piuttosto rischiosa, la pratica infatti si intreccia al pensiero ma se ne discosta in quanto tale. La filosofia di Deleuze è una filosofia allo stesso tempo teorica e pratica, ma cercare di trovare i punti di raccordo fra un filosofo e la storia di alcuni musicisti può diventare un esercizio non molto utile e, almeno in certi casi, anche un po’ noioso.

(Valerio Mannucci)