Il cinema indipendente americano

Lorenzo Micheli Gigotti

di Geoff King

(Libro, Einaudi, 2006)

Che cosa si intende quando accostiamo al cinema i famigerati aggettivi “indie” o “indipendente”? Sicuramente oggi certe significazioni ideologiche e propagandistiche sono del tutto obsolete. Ecco perché il libro di Geoff King diventa testo assai utile per sbrogliare e svecchiare il concetto di indipendenza alla luce dei più recenti risvolti economici, politici e culturali della nostra società. La tesi di King è che il termine “indipendente” mal si concilia con espressioni ristrette e letterali. “L’indipendenza - scrive - è una qualità relativa più che assoluta e può essere definita come tale sia a livello industriale che ad altri livelli. E’ questa dinamicità che attinge a una gamma di tradizioni, a fare di questa qualità una parte così ricca, variabile e affascinante del panorama cinematografico”. Così l’orizzonte analizzato nel libro spazia da film indipendenti che operano lontano e spesso in contrapposizione con l’industria hollywoodiana a quelli che stabiliscono un rapporto più promiscuo con le major. Gli si deve dare atto dello sforzo. Perché King, lungi dall’arrivare a facili quanto perentorie conclusioni, passa al setaccio le numerose variabili (produzione, forma, contenuto, spirito) che possono qualificare un film come indipendente. Nonostante il libro focalizzi l’attenzione sul cinema indipendente, emerso a partire dagli anni ‘80 (Stranger than Paradise; sex, lies, and videotape; Clerks), non mancano i riferimenti al retaggio della scena: a partire dal New American Cinema, all’Hollywood Renaissance, senza dimenticare il filone Pink Flamingos, l’horror alla Sam Raimi e il cinema Queer. In modo preciso e sistematico King analizza il contesto industriale e sociale, le strategie di marketing e di distribuzione, la narrazione, l’autenticità formale, l’uso dei generi, la dimensione sociale, politica e culturale di un determinato scenario cinematografico con l’intento di delineare (su cronache, nomi e dati di fatto) il concetto, spesso impreciso, di “visione alternativa”.

(Lorenzo Micheli Gigotti)