L'ULTIMA LAST FM

Francesco Farabegoli

Partiamo dall’inizio: Last.fm è un portale di musica online. Quello che fa Last.fm è porsi come l’esatto equivalente tematico di una qualsiasi radio FM: suoniamo pezzi che vi possono piacere, in streaming. Ci sono gradi diversi di specializzazione che danno diversi risultati a seconda dei casi e dei contesti. Si può scegliere un genere a cui fare riferimento o un gruppo a cui ispirarsi. Il concetto è che vengono selezionati, più o meno in automatico, gruppi che suonano quel genere o gruppi che concettualmente o musicalmente si avvicinano al gruppo che hai scelto. La modalità di selezione è legata ai tag, che sono chiaramente legati alle preferenze degli ascoltatori che volta per volta si avventurano su Last.Fm per cibarsi di cose. Selezioni una traccia ed il meccanismo autoalimentante ne seleziona altre, messe in un certo ordine a seconda di quali siano stati gli apprezzamenti nei passaggi precedenti. Entri dentro e fai quel che puoi. Trovi qualche percorso entusiasmante, soprattutto se legato a punti di partenza di cui non sei particolarmente informato.
Last.Fm, la pagina HELP del portale è molto esplicativa riguardo a questo, è un programma open-source che colleziona tracce/artisti/album che gli utenti del sito stanno suonando nelle loro case, senza spifferare alla RIAA, o chi per lei, le caratteristiche del supporto (non si sa insomma se il file che stai suonando a casa tua è un file mp3 o un CD o un wav rippato dal vinile o che altro) e via così. Rimandiamo a tale pagina per qualsiasi questione tecnica. Nel nostro caso basti dire che, semplicemente, collezioniamo ascolti a partire da un tag. A nostro piacimento, a seconda dei nostri gusti. La possiamo usare tutti i giorni per gli ascolti più tipici o provare un approccio un pelo “sperimentale”, tanto per trarre qualche conclusione.
Parto da Earth. Le scelte della stazione sono: Sunn (o))) (ovviamente per primo), Electric Wizard, Jesu, OM, Teeth Of Lions Rule The Divine, ancora Electric Wizard, Red Sparowes, Boris. Scelte scontate, sconforto marginale.
Provo a cercare Mono: fighi, ma non il mio genere: conosco un pugno di etichette: Hydrahead, Temporary Residence, Neurot… e derivati, poche cose e niente che non sapresti da ascoltatore distratto. La selezione del player mi dà, in ordine di scaletta: Mùm, Mogwai, Do Make Say Think, Godspeed You! Black Emperor, Explosions In The Sky, Mono, Mogwai, 65DaysOfStatic, M83, Pelican, Gregor Samsa, Mùm, Mono, Tortoise, Explosions In The Sky, Pelican, Fly Pan Am, Gregor Samsa, A Silver Mt. Zion, Red Sparowes, Mogwai, Mono, 65DaysOfStatic, Mùm, Mono, Pelican, 65DaysOfStatic, Isis, Mogwai. E via di questo passo: per beccarmi qualche disco che non conosco suppongo dovrò aspettare altre quarantuno tracce.
Provo a cercare partendo da Hella: Shellac, Do Make Say Think (a cui arrivo anche da Mono, concettualmente l’esatto contrario), Lightning Bolt, Wolf Eyes, Arab On Radar, Black Dice, Battles, Locust, Do Make Say Think (che palle), XBXRX, Hella, Don Caballero, Boredoms, Liars, An Albatross, Q And Not U, XBXRX, Xiu Xiu, Lightning Bolt, Locust, Boredoms, Melt Banana, Do Make Say due palle, Don Cab, Battles, Melt Banana, The Advantage, Shellac, Locust, Liars, Arab On Radar, Don Cab. Più divertente la selezione che parte da Growing: Excepter, Black Dice, No Neck Blues Band, Six Organs Of Admittance, Birchville Car Model, Charalambides. Non ho più voglia di viaggiare, però.
È abbastanza chiaro il gioco di Last.Fm a partire da questi dati. Un po’ una fiera tuttifrutti dell’ascoltatore indie, sicuramente piuttosto facile per accattare qualche dato in maniera veloce e sicura (senza ricorrere al P2P), ma con una capacità piuttosto limitata di mettere gli accenti sulle novità più rilevanti ma oscure. Giustificabile in sé, d’altra parte parliamo di un sito che colleziona e mette in fila tracce a seconda degli indici di gradimento, ma trovare falle è fin troppo semplice. La domanda chiave è “a cosa serve?”. Probabilmente nell’ottica dell’ascolto distratto da ufficio tutto ok, sempre meglio di qualche altra radio a tema insomma. Più in generale, culturalmente, niente di più invasivo di qualsiasi forum di musica indie, o metal, o derivati insomma. E certo meno pratico della playlist di mp3 scaricati illegalmente. Last.Fm tuttavia mette in gioco la carta della comunità, probabilmente in modo più soddisfacente di qualunque altro portale del genere. Su Last.Fm sei, definitivamente, la musica che ascolti. Metti in giro una lista dei dischi e delle canzoni che preferisci, le condividi con il mondo intero e trovi “tuoi simili” (gente, per la maggior parte, con cui nessuno sano di mente vorrebbe condividere manco un decaffeinato), te la tiri un po’ e vai avanti così. C’è anche una bella interfaccia che fa vedere quali sono i tuoi ultimi ascolti: una funzione utilizzata da diverse persone, volontaria abdicazione alla privacy in favore di, beh, non sappiamo bene cosa… forse un briciolo di coolness. Ci si unisce a gruppi tematici (ce ne sono a decine di migliaia, dai tifosi del Toro ai seguaci del NY hardcore) e si va, tanti microgruppi organizzati a dare il passo per la marcia dell’universo. C’è un mondo in evoluzione, là fuori, e tutti ne vogliono essere parte integrante ed attiva al momento giusto. Così Last.Fm diventa semplicemente, e definitivamente, un appiglio per “starci dentro” nel modo più gratuito e meno doloroso possibile. Basta e avanza per fare riempire le tasche di qualcuno, ma per quanto ancora? E quale evoluzione scaturisce da esso?