Arthur Russell

Valerio Mannucci

“First Thought Best Thought”

(2CD, Audioka / Rough Trade, 2006)

Che dire, niente. Difficile parlare di un disco così bello. Metto quindi da parte i toni giornalistici per dirvi che basterebbe solo la prima traccia del disco 1 a giustificare l’acquisto del cofanetto intero. Chi conosce Russell sa bene di cosa parlo, chi non lo conosce mi creda sulla parola, c’è molto di più. Comunque la storia è questa: Arthur Russell nasce nel 1951 e muore nel 1992, lasciando più di mille registrazioni inedite. Era violoncellista, compositore, cantante, ma fatta eccezione per i materiali orientati verso l’elettronica/dance - che da un certo punto in poi diventa il campo di sperimentazione preferito da Russell - quasi tutte le sue composizioni ed esecuzioni strumentali restano sconosciute ai più. Questo doppio CD ne raccoglie tutta una serie risalente al 1974, di cui solo una parte era stata pubblicata su vinile (nel 1984). Il campionario musicale è vasto e comprende improvvisazioni inedite (Instrumentals vol.1) - in cui il suo violoncello disegna passaggi di bellezza quasi assoluta - composizioni per violoncello solo e alcuni lavori per organo hammond. C’è da ringraziare la Audioka - e in generale questa che sembra essere un’ondata di pubblicazioni postume arrivate un po’ in ritardo - per averci dato la possibilità di ascoltare questi lavori, ma soprattutto c’è da ringraziare lui, Arthur Russell, per averli scritti ed eseguiti. D’altra parte, a detta per esempio di Philip Glass (che ha curato una compilation antologica del nostro, ‘Another Tought’) stiamo parlando di uno fra più sfuggenti ed affascinanti musicisti degli ultimi 50 anni. Visto che avevo detto di voler lasciare da parte i toni giornalistici lo posso pure dire: per me Arthur Russell è un genio, anzi un mito.

(Valerio Mannucci)