Hecker

Valerio Mannucci

“Recordings for Rephlex”

(CD, Rephlex / Goodfellas, 2006)

Diciamo innanzitutto, a scanso di equivoci, che questo disco non è un ‘album’. Fatta questa affermazione mi chiedo perchè un CD con otto tracce inedite non si possa considerare un album. In realtà la risposta è semplice: perchè non è pensato come tale. Assomiglia infatti ad una raccolta di lavori inediti in stile quasi documentario. Sono infatti tracce inedite solo su CD, nel senso che quasi tutte sono state già presentate in altre occasioni, in altre sedi e in altri modi. Vincitore nel 2003 di un award all’Ars Electronica di Linz, con il suo ‘Sun Pandemonium’, negli ultimi tempi Florian Hecker si è dato da fare soprattutto sul versante delle collaborazioni - sia con musicisti che con artisti visivi - partecipando a biennali, triennali, collettive e festival vari. Solo per citare alcuni nomi con cui ha recentemente collaborato: Yasunao Tone, Oswald Berthold, Russell Haswell, Angela Bulloch e Carsten Holler. Abituato di solito a lavorare con la Mego, esce questa volta su Rephlex. Ci sono quindi due tipi di considerazioni da fare: il primo riguarda la Rephlex, che sembra aprire, dopo anni di sperimentazioni tipicamente ‘underground’, a materiale più sofisticato (almeno negli intenti) e dichiaratamente ‘intellettuale’. E poi il secondo, che riguarda specificatamente i lavori contenuti in questo CD, ossia una serie di composizoni al computer che di musicale, nel senso comune del termine, hanno ben poco. Ed è forse qui la discriminante di cui si parlava all’inizio. Le tracce sono inscindibili dalle spiegazioni riportate nel booklet, essendo tutte frutto di tentativi di composizione algoritmica e psicoacustica, che senza la spiegazione avrebbero poco senso. Quello che è certo insomma è che un artista come Florian Hecker fa fatica a stare chiuso in un CD case, proprio perchè ogni sua composizione è un piccolo progetto, che ha senso in determinati contesti e meno in altri.

(Valerio Mannucci)