Midori Hirano

Leandro Pisano

“LushRush”

(CD, Noble, 2006)

Malinconico collage autunnale, “LushRush” è il primo full-lenght di Midori Hirano, giapponesina di Kyoto alla seconda prova, dopo un ep in edizione limitatissima (Poet at the Piano, stampato in cd-r due anni or sono dalla lussemburghese Soundzfromnowhere), questa volta licenziato dalla conterranea Noble, vero e proprio scrigno di piccoli gioielli sommersi (i bozzetti adamantini di Gutevolk, il folk ipnotico dei Tenniscoats, le finissime tessiture glitch-pop di Kazumasa Hashimoto). Nelle tenui architetture sonore di Midori si intrecciano pianoforte, viola (Eriko Teshima), voce ed altri radi inserti strumentali ed ambientali, in un potage elettroacustico che traspira uno spleen crepuscolare ed atarassico, dove si mescolano yin e yang e tracce di paesaggi naturalistici flebili e colorati: tersi meriggi campestri (la title track), melanconie kitaniane (Calling), voci sommesse e fiochi fruscii metallici (Secret Aria), soffici loop e balocchi vocali (Inori). “LushRush” è un quadretto appartato, un soundscape onirico in armonico equilibrio tra frammentarietà e slanci orchestrali cameristici à la Rachel’s, tra squarci neoromantici ed intimismo visionario. Tra le prove più promettenti e significative della piccola new wave elettroacustica made in Japan, foriera di sviluppi futuri intriganti (in cima alla lista, il primo lavoro di Cokiyu). Ma questa è un’altra storia.

(Leandro Pisano)