Madsen

Giordano Simoncini

“Goodbye Logik”

(CD,Universal, 2006)

Io ad es. sono uno di quelli a cui gli Strokes piacciono. Mi domando peraltro cosa ci sia di male, si tratta di un sound che per piacere è fatto apposta, perfettamente congegnato al fine di intercettare i gusti di tre generazioni di rockers perduti&stilosi. Un’operazione, sì; ma se riesce? C’è poco da fare gli schizzinosi. Ecco perché in fin dei conti vado pazzo anche per i Madsen. Gente che, dall’ombelico del vecchio continente, scimmiotta senza pudore, nell’intento assurdo e distonicamente utopico di fondere quel tipo di coolness lì, che sappiamo, con la proverbialmente disgustosa estetica crucca. Ne viene fuori qualcosa di meno manieristico ed impastato dello Strokes sound, ma che va bene uguale. Riff circolari, chitarre melodia&overdrive, ballata a trequarti di album, jeans neri attillati e qualche shampoo in meno. Tipica ricetta da rock club berlinese zona Prenzlauer Berg, tipica perla musicale glocal che non c’è verso di esportare e che però, quando te la trovi tra le mani, va a finire che qualche viaggio metro-autobus glielo fai colonnasuonare. Manchmal brauchen wir nicht viel, um glücklich zu sein (Der Moment).

(Giordano Simoncini)