Box Peter Jackson - Bad Taste - Braindead

Lorenzo Micheli Gigotti

di Peter Jackson

(2 DVD, Raro Video, 2006)

Francamente il cofanetto in sé non è particolarmente interessante. E, parlando di extra, il più consueto e gradito commento audio del regista viene, in questo caso, sostituito da quello immotivato di Antonio Tentori: ora succede questo...ora quest’altro. Superato l’ostacolo degli extra senza senso, che contraddistinguono, la gran parte dei dvd distribuiti in Italia (indirizzato a tutti, ma principalmente a chi si occupa di ‘rarità”), gustarsi per l’ennesima volta le splatterate di Peter Jackson è un vero spasso. Quindi questa recensione va presa come una quota, quasi dovuta, ad un regista che appartiene alla categoria: “dotato e intelligente perché non si prende troppo sul serio”. E questo cofanetto è l’occasione giusta per farlo. “Bad Taste”, del 1987, è la storia piuttosto demenziale di un manipoletto di schizzati che si oppone ad una missione marziana intenta nel creare una catena di fast-food intergalattica a base di carne umana. Jackson ha impiegato 4 anni per realizzare il film, firmando regia, sceneggiatura ed effetti speciali, che risultano ancora oggi, nella loro grossolana meccanicità, estremi ed eccessivi. Stessa sovrabbondanza splatter e gore in “Braindead”, per la prima volta nella storia, egregiamente rititolato in italiano con: “Splatters. Gli Schizzacervelli”. Sulla falsa riga dell’horror anni ‘70, dove il male viene da paesi lontani, lo smidollato figlio di una vedova è costretto prima a sedare, poi a triturare, una pandemia di zombi. Il Mereghetti lo liquida come il non plus ultra dell’horror eccessivo anni ‘90: un crescendo di smembramenti parossistici, portati fino al punto in cui il ripugnante cede al ridicolo, in un tripudio del cattivo gusto; come avesse l’impressione di uno scherzo tirato per le lunghe. Per una volta il P.M. ci prende; tutto giusto, peccato non l’abbia compreso. E poi di soli eccessi non si tratta, vista l’attenta ricostruzione parodistica dell’horror hollywoodiano (“La notte dei morti viventi” e “L’esorcista”). Stesso scheletro, cambia la consistenza della carne, qui più succulenta e molliccia. Oggi è un cult indiscutibile, un bel gioco, come la Powell Peralta che è in noi; e che non si trattava di semplice abbondanza Jackson lo ha largamente dimostrato subito dopo, con “Creature del Cielo” e “Sospesi nel Tempo”.

(Lorenzo Micheli Gigotti)