Box Tinto Brass: Miranda - La Chiave - Io, Caligola

Lorenzo Micheli Gigotti

di Tinto Brass

(3 DVD, Raro Video, 2006)

Si, francamente, della raccolta il film più interessante ci sembrava essere proprio l’”Io, Caligola” annunciato in versione integrale, poi velocemente smentito. Così del famigerato film vengono editati i soliti 124 minuti, già sul mercato da diversi anni, e aggiunti a questi i minuti di pellicola tagliati dalla censura (una fellatio a due con tanto di eiaculazione). Occasione mancata (anche se la RaroVideo dal forum annuncia la pubblicazione della tanto conclamata copia integrale). Sarà; per ora rimane più autentica la versione Penthouse di 156 minuti in formato NTSC (con making of e interviste esclusive, audio inglese). Perdonate la digressione, ma era necessario un chiarimento. Del resto, quello di Caligola il film è un pasticcio iniziato alla fine degli anni ‘70 con traversie produttive, disaccordi autoriali, che provocarono la smentita del lavoro da parte dello sceneggiatore Gore Vidal e dello stesso Brass, nonché all’ovvio sequestro della pellicola (imdb.com per chi volesse approfondire). Insomma, nonostante le scene tagliate e gli accordi poco credibili facciano tentennare la sostenibilità narrativa del film, rimangono comunque apprezzabili l’interpretazione delirante di Malcom McDowell, la visionarietà delle scene (scenografia di Danilo Donati) e l’audace accostamento di cinema d’autore e scene di sesso esplicito. Stesso impacciato destino ebbe la “Chiave”, ispirato dal romanzo omonimo di Junichiro Tanizaki, immediatamente sequestrato e dissequestrato 25 anni dopo, in questo cofanetto editato, per la prima volta in dvd, in versione integrale, restaurata e rimasterizzata. Protagonista una giovane Stefania Sandrelli, complice con il marito di un rapporto degenerato in cui la loro intimità sessuale si snoda nelle parole scritte di un diario che entrambi scrivono e custodiscono in un cassetto chiuso a chiave. A cocludere la riproposta trilogia, lo scanzonato e libidinoso “Miranda”, ispirato a “La Locandiera” di Goldoni, di cui rimangono principalmente apprezzabili, le opulenti e generose rotondità della Grandi, i costumi e qualche trovata registica. Fa bene, in un’intervista negli extra, il nostro “wonder” Brass a ricordare una frase di Truffaut che disse: “verrà un giorno in cui il cinema dovrà chiedere scusa a come ha trattato la sessualità e l’erotismo”. Chissà se le scuse sono dovute anche al lui, il più citato rappresentante di quella goliardica, a volte anche ricercata, e senz’altro rivalutata risposta erotica all’ingessato buon costume dell’Italia democristiana.

(Lorenzo Micheli Gigotti)