“Tank Girl”

Francesco de Figueiredo

Jamie Hewlett & Alan Martin

(Fumetto, Coniglio Editore, 2006)

Questo fumetto per molti è una sorta di cult, perché sancì la nascita di una nuova estetica cyberpunk, funzionale agli anni novanta al punto tale da diventare prima fenomeno sotterraneo, poi ferace pianta ad uso e consumo del mainstream; e da insignire il suo ideatore Jamie Hewlett del prestigioso “Designer of the year 2006” del Design Museum di Londra. Il presidente della giuria Christopher Frayling così affermava durante la premiazione: “Jaime Hewlett non ha creato solo una sorta di mitologia personale attraverso il gruppo musicale dei Gorillaz, ma il suo design visionario ha anticipato la tendenza in cui tecnologia e cultura si stanno muovendo ora”. Come avrete capito quindi Tank Girl fu la prima creatura di colui che - insieme a Demon Albarn - diede successivamente anima e corpo ad uno dei fenomeni mediatici popolari degli ultimi anni, i Gorillaz. Questo libro raccoglie le prime quindici strisce pubblicate fra l’ottobre dell’88 e il febbraio del ‘90 dalla rivista inglese Deadline. Coniglio Editore porta per la seconda volta in Italia le storie di una cacciatrice di taglie ruvida e sensuale, in una terra australiana nel caos, sudicia e violenta, popolata da perversi canguri e uomini piccoli, diventati oramai demenziali e macchia di sé stessi. Tank Girl, con i suoi eccessi, il suo carattere strafottente, la sua estetica futuristica e dismessa, riesce a rappresentare in pieno gli anni dei rave e dei punkabbestia, del nichilismo e dell’autodistruzione. Il tratto di Alan Martin è eccelso, lo storyboard veloce ed implacabile, ogni storia si svolge in un lasso di tempo brevissimo, ognuna è pillola di delirio e onnipotenza. E se, dopo aver spulciato i decenni precedenti, ci mettessimo a farlo anche con gli anni novanta, probabilmente in vetta alla classifica delle “icone” troveremmo una donna armata fino ai denti, alla guida di un carro armato, involontariamente pornografica nel suo insieme, individualista e smaliziata. Ma rimaniamo ad oggi, per le revisioni c’è tempo, staremo a vedere.

(Francesco de Figueiredo)