Anonym. In the future anyone will be famous

Luca Lo Pinto

Anonymous

(Catalogo, Snoeck, 2006)

Quando mi arrivò l’invito di questa mostra rimasi molto incuriosito. Il titolo era “Anonym. In the future anyone will be famous”, in chiara contrapposizione con l’abusata frase di (d)Andy. Il progetto era quello di fare una mostra dove sia il curatore che gli artisti rimanessero anonimi. Mesi dopo mi è arrivato il catalogo che ho tra le mani. Affascinato dalla copertina rigida e camosciata, ho cominciato a sfogliarlo e a leggerlo. Gli autori invitati a scrivere (loro non in anonimato) mi hanno un po’ aiutato a convincermi che la mostra non voleva tanto giocare sull’idea (divertente, ma pur sempre un’idea), quanto tentare di fare un gesto, se vogliamo, radicale per dimostrare quante e quanto grandi sono gli elementi che influenzano la lettura delle mostre, delle opere e degli artisti stessi. Giocando troppo su uno stile quasi letterario-narrativo, alcuni testi non sono del tutto convincenti (vedi Echart Nickel), mentre è divertente lo scritto di April Elizabeth Lamm e la riflessione finale di Dominic Eichler. L’intervista di Obrist (ma lo lasciate dormire qualche volta, sto pover’uomo!) al curatore anonimo ruota attorno alle motivazioni che hanno portato alla realizzazione del progetto. Forse la cosa più particolare è il concept grafico. Il formato è piccolo, con un segnalibro tra le pagine come quelli dei diari di una volta. Il gusto è super retrò. Pochissime immagini, perlopiù appunti o foto in bianco e nero. Curioso.

(Luca Lo Pinto)