Affluente

Giordano Simoncini

“Libera Fame”

(CD, SOA Records, 2006)

C’avrò avuto sedici anni, la prima volta che vidi gli Affluente dal vivo, in una sorta di locale a lato di una statale dispersa nel nulla. Fu una cosa fenomenale, anche per via del mio “crederci” dei bei tempi andati; le statali di provincia, i concerti di provincia, la tempra del punk di provincia. Su la testa moltitudine suina. Poi di acqua sotto il ponte ne è passata parecchia, i tempi sono cambiati, i gusti pure, la fiducia è un sentimento lontano e di speranze nessuna. Così è la vita. Però sotto targa Affluente, anno 2006, è uscito ancora un disco. Sempre punk hardcore fondamentalista. Sempre quello lì. Ed un nuovo fremito per il sottoscritto, in questi tempi di sconcertante piattezza. Perché ogni volta che sento la voce di Cannella mi si chiudono atavici cerchi, nonostante le acque e i ponti. Affluente! Mai stati dietro agli americani, mai stati i tipi da fare i salti giusti, da averci i tatuaggi giusti, da ostentare le t-shirt giuste. Mai stati presenzialisti, mai stati scenester, mai al centro di stupidi chiacchiericci da forum telematici modello fastidis e puttanate similari. Quando li andavi a sentire dal vivo, la sola cosa che rimaneva davvero era proprio quella più importante, quel “SU LA TESTA!” lì. E così oggi c’è in giro l’ennesimo disco degli Affluente, che si chiama come un verso di Fumatori di carta, struggente poesia di Pavese – se non è old school questo vaffanculo – e che è punkhc. Se è troppo poco, se siamo stanchi, se ci è venuto il palato da topi di città, se davvero abbiamo tutti sfebbrato, il problema siamo noi ed è un problema grande.

(Giordano Simoncini)