Miss Violetta Beauregarde

Francesco Farabegoli

“Odi Profanum Vulgus et Arceo”

(CD, Temporary Residence Limited - Wide, 2006)

Per la maggior parte dei casi, la quasi totalità in effetti, è assodato che approcciarsi ad un disco di Miss Violetta Beauregarde debba tener conto di un certo tipo discorso legato alla credibilità della tenutaria del progetto anziché della musica stessa. Il che, considerato che in genere i dischi si comprano per la musica che contengono, può sembrare fuorviante. In realtà non è da oggi che la musica rock si venda attraverso un’idea, e venda un’idea al pubblico che non ne ha di sue. E molto semplicemente il progetto Miss Violetta Beauregarde, ancor più con il disco di cui andiamo a parlare, amplifica il discorso e taglia un paio di passaggi inutili e verbosi rappresentando soprattutto se stesso e/o un electropunk scriteriato e distorto, a volumi altissimi e solo un poco più groovy del disco precedente, che già concettualmente si mangia una pletora di iperblasonate alternative electroclash da cameretta e riesce a brillare per musica anche più di quanto sfavilli il personaggio in giro per un panorama musicale deprimente come il nostro. Uno strano gioco di incastri, chiaroscuri ad alta pressione e logiche incrementali dove folletti mongoloidi saltellano su una roland 303. O quello che è.

(Francesco Farabegoli)