Palindromi

Lorenzo Micheli Gigotti

di Todd Solondz

(DVD, Dolmen Home Video, 2007)

Palindromo è il termine che si dà a parole che, se lette al contrario, mantengono lo stesso significato. Vale per oro come per Aviva, nome della protagonista di questo film. La ragazzina rimane anzitempo incinta. Lei vorrebbe tenere il bambino, ma la famiglia lo impedisce. Da questo intoppo si dipanano, sotto forma di quadretti agrodolci, le diverse risposte esistenziali al dramma della piccola protagonista (personaggio interpretato da 4 diverse attrici). Aborto, pedofilia e amore sono i temi di fondo ai quali il nostro talento del cinema indipendente americano sembra non dare risposta. Con gelido sarcasmo Solondz ci immerge nell’informe e disarmante degenerazione del senso di giudizio. Aviva, completamente alla deriva, spinta solo dall’ingenuo desiderio di avere un bambino per amare, incontrerà nella sua trafila: una comune di cristiani menomati ed esaltati che tributano a Dio riti pop degni di un live delle All Saints, un adolescente disagiato che scopa come se stesse guardando Porta a Porta e un pedofilo, affetto da crisi maniaco depressive, che cerca redenzione assassinando qua e là i profanatori della parola del Signore. Così finisce che, in questo travagliato viaggio per l’America più disgraziata, neanche la speranza offre un briciolo di luce. E noi, come Aviva, finiamo nel frastornato ed astensionistico universo del grottesco e del no sense che - guarda caso - ci riporta lì dove abbiamo iniziato. All’inizio è un po’ spiazzante, poi è quasi dolce perdersi in questo mostruoso scenario. Peccato solo per la spiegazione alquanto didascalica e nichilista, che Solondz si fa scappare in un dialogo alla fine: tutti finiamo come abbiamo iniziato. Nessuno di noi cambia. Il libero arbitrio non esiste. Siamo programmati in modo arbitrario dai codici della natura. Non c’è più speranza quindi? E per cosa? A questo può rispondere solo un bambino.

(Lorenzo Micheli Gigotti)