13Tzameti

Lorenzo Micheli Gigotti

di Géla Babulani

(DVD, Teodora Film, 2007)

Il calcio, che è un bellissimo sport, si sa, fa spesso ombra su tutto il resto. In questo caso fu il mondiale tedesco ad oscurare la bella iniziativa della Teodora Film che a giugno scorso aveva, a fatica, portato nelle sale nostrane 5 film d’autore premiati nei festival internazionali (Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, Sundance). Tra i cinque pezzi “facili” (così li ha chiamati la Teodora) c’era anche l’esordio cinematografico di Géla Babluani (georgiano di nascita, parigino d’adozione) oggi finalmente in dvd. E dai numeri, come dalle circostanze casuali, è difficile uscirne in questo film. Al centro della vicenda c’è il numero 13, forse il più enigmatico tra i valori della sorte. Sebastien, un giovane operaio georgiano emigrato con la sua famiglia in Francia, sta aggiustando il tetto della casa a un tossico, dipendente da morfina. Questo muore di overdose e il ragazzo ne prende il posto in un affare che sembra produca cospicui guadagni. Da qui in poi il destino di Sebastien e lo svolgimento del film saranno legati alle istruzioni di una lettera anonima e al numero 13, che si scoprirà essere la matricola stampata sulla maglia da indossare in una roulette russa dalla quale non ci si può congedare. I partecipanti, disposti in cerchio, puntano la pistola sulla nuca di chi gli sta davanti e al segnale sparano: chi sopravvive vince soldi, tanti soldi, e incrementa il guadagno di una tribuna di cinici e facoltosi scommettitori. Asciutto, crudo e realistico, “13Tzameti” sembra dividere il mondo in due categorie: i ricchi, attratti da strambe quanto brutali ritualità, e i poveri, disgraziati pronti a scommettere persino sulla propria esistenza. Impossibile non pensare allo stile di “La Haine” e alla vertiginosa atrocità de “Il cacciatore”. Questo sorprendente esordio alla regia è un thriller toccante e gelido che con geometrica disinvoltura trascina l’ingenuità dello spettatore nelle declinazioni più disumane della nostra società. Veramente imperdibile.

(Lorenzo Micheli Gigotti)