Crash

Luca Lo Pinto

Johnnie Shand Kydd

(Damiani - 2006)

La prima volta che ho visto Johnnie mi sembrava l’incarnazione perfetta dell’irlandese D.O.C. con un qualcosa però del bambino protagonista di “Gummo”. Solo dopo ho scoperto che, oltre ad essere una persona di grande intelligenza e ironia, era un ottimo fotografo. Dopo il fantastico “Spitfire” dove immortalava tutti gli Young British Artists nei loro momenti di intimità tra cene e party sfrenati, ecco “Crash”. Una nuova serie di ritratti. Questa volta oltre agli amici del giro londinese, i protagonisti delle foto sono artisti affermati anche non inglesi come Jeff Wall, Juergen Teller, John Currin, Frnacesco Clemente, Gabriel Orozco, Cindy Sherman, solo per nominarne alcuni. La fortuna di Johnnie, come lui stesso ammette, è “di trovarsi al posto giusto nel momento giusto”. La sua abilità, pur non avendo studiato fotografia, è di riuscire a costruire una struttura intorno alla persona che interagisca perfettamente ad essa (penso alla foto di Sam Taylor Wood in spiaggia o di John Maybury al British Museum), ma la costruzione riesce ad apparire naturale. E’ questo per me che lo rende un grande fotografo. Anche nelle foto scattate in maniera più immediata, nel senso meno costruite, come può essere Kate Moss nelle braccia di Michael Clark che balla o di Jeff Koons mentra fa gli autografi a Napoli, Johnnie riesce a cogliere una profondità che può sembrare inconsciente. Note tecniche: le immagini sono stampate ottimamente e funziona l’idea di giocare spesso sulle due pagine. Insomma ora mi devo procurare solo il fratello, “Spitfire”, dato che ancora non sono riuscito a comprarlo.

(Luca Lo Pinto)