Alec Empire

Laura Sacchi

“The Golden Foretaste of Heaven”

(CD, Eat Your Heart Out, 2008)

“Il futuro non è più quello di una volta.” Queste parole sibilline, uscite dalla bocca di Woody Allen, si addicono perfettamente all’ultima creatura di Alec Empire, The Golden Foretaste of Heaven, primo lavoro della sua nuova etichetta, la EYHO (Eat Your Heart Out). Per chi come me ha amato e stimato alla follia il suo terrorismo sonoro, vocale e ideologico, portato avanti a testa alta sia come solista sia come frontman degli avanguardisti Atari Teenage Riot (come non ricordare i capolavori spacca timpani We Have Got The Fucking Power, Destroy 2000 Years of Culture, Redefine Your Enemy), l’ascolto di quest’album risulterà di una noia esasperante. Vi consiglio piuttosto di sedervi sul divano e leggere Alla Ricerca del Tempo Perduto di Proust, di preparare del Sushi o di partecipare a una conferenza sulla storia delle lingua ladina. E’ vero che l’essere nostalgici e puristi può risultare deleterio soprattutto per la bile, com’è anche vero che bisogna rinnovarsi, guardarsi avanti, intorno e bla bla bla, ma The Golden Foretaste of Heaven se voleva essere l’album della svolta, come unica direzione prende quella del cestino. Forse quando Alec si è guardato intorno era bendato? Non ha fatto altro che raccogliere stracci di blues, rock, new wave beats per condensarli un accozzaglia di 10 brani che non sanno di nulla, come i loro testi dalle parole senza spessore e biascicate mediocremente. Che delusione. Aridatece Alec!!!!!

(Laura Sacchi)