Morvern Callar

Francesco Ventrella

di Lynne Ramsay

(DVD, Momentum, 2003)

I primi fotogrammi del suo primo film The Ratcatcher (1999) li sentivi sul palato: James, un ragazzino di dodici anni gioca con una tenda di organza, ci si arrotola dentro e poi la lascia srotolare come fosse un vestito che balla roteando su se stesso, senza il corpo della dama. Vuoi per la luce di Glasgow, la fotografia di Ramsay è meravigliosa: unisci il giallo oro del sole a quelle latitudini con il grigio fumoso di una città che porta i segni delle miniere di carbone e hai un’idea di verde, che rende un po’ marcia e amara la pellicola. Il suo ultimo film Morvern Callar è un’allucinazione scritta a quattro mani con Liana Dognini (studentessa di agraria nel Polesine approdata in Inghilterra alla fine degli anni Novanta). Tratto dal romanzo di Alan Warner, Morvern Callar racconta di come la commessa di un supermercato, venendo a conoscenza del suicidio del suo ragazzo, si impadronisce del romanzo da lui lasciato, presentandolo come suo (di lei). Il nuovo DVD contiene anche i suoi corti: Lynne è nata a Glasgow e ha studiato, tra gli altri, con Douglas Gordon. I suoi immaginari sono legati ad una triangolazione che mette in gioco la classe operaia, l’adolescenza e la difficoltà dei sentimenti: non è un legame posticcio, ma localizzato nei ricordi di Lynne (nata nel 1969). Se le sue pellicole sono così “anni Settanta”, anche quando i cortometrggi nel DVD sono ambientati negli anni Duemila, è perché la sua immaginazione cinematica si è formata in quegli anni. Ed è questo che la rende così diversa da Ken Loach e forse più vicina a Dovzhenko, anche se il modo in cui l’immagine si solidifica flirtando con i silenzi dice del suo amore (dichiarato nelle interviste) per le immagini di Maya Deren. Perché forse si amano le immagini prima del cinema.

(Francesco Ventrella)