Curating Subjects

Ilaria Gianni

a cura di Paul O’Neill

(Libro, Open Editions, 2007)

L’affermarsi del mestiere del curatore ha prodotto, negli ultimi tempi, una serie di riflessioni sulla funzione e sul ruolo di questa figura. Curating Subjects, a cura di Paul O’Neill, aggiunge un ulteriore approfondimento in materia. Piuttosto che chiedere a curatori e artisti di narrare la propria esperienza nel settore, O’Neill, li invita a riflettere criticamente sulle metodologie passate, presenti e sulle potenzialità di quelle future. Solo per citare qualche intervento: Hans Ulrich Obrist, affronta la storia, attraverso la sua “protesta contro l’oblio” intervistando Jean Leering, direttore del Van Abbenmuseum nei primi anni ’60. Jens Hoffmann collega le teoria dell’autore di Truffaut alla pratica curatoriale recente, attraverso il concetto di “curatore-creatore”. Okwui Enwezor e Carlos Basulado analizzano l’idea di mostra collettiva, focalizzandosi sul modello biennale, mentre Soren Andreasen & Lars Bang Larsen, argomentano la loro idea del curatore come middleman. A questi si aggiungono interventi di Julie Ault, Dave Beech & Mark Hutchinson, Irene Calderoni, Anshuman Das Gupta & Grant Watson, Clémentine Deliss, Eva Diaz, Claire Doherty, Annie Fletcher, Liam Gillick, Robert Nickas, Sarah Pierce, Simon Sheikh, Andrew Wilson e Mick Wilson. Il risultato è una raccolta di saggi critici, esplorazioni teoriche, studi accademici, interviste e panoramiche storiche che evidenziano le plurime possibilità e potenzialità di un mestiere in continua evoluzione. La sua impossibilità di essere codificato d’altro canto trova legittimità anche nell’inesistenza del sostantivo “curatore” negli strumenti linguistici attuali. “Who is the curator?” Vedrete che nei dizionari non troverete l’accezione che cercate!