JAILHOUSE ROCK

by Robyn Doreian

La vita di Burzum dietro le sbarre

Burzum è noto come uno dei maggiori esponenti del black metal, ma lo è ancor di più per il fatto che da un po’ di anni sta scontando una lunga pena per omicidio. Robyn Doreian, nel 1996, è andato in Norvegia per parlare con lui della sua vita in prigione, del quinto album di Burzum e del futuro di questo progetto musicale. Non sta a noi giudicare, ma risulta ovvio prendere le distanze da alcune affermazioni contenute in questa intervista esclusiva che pubblichiamo per la prima volta in Italia.

Sono state bruciate chiese e commessi omicidi. Faust, il batterista degli Emperor è stato accusato di aver ucciso un omosessuale abbastanza stupido da provarci con lui. E l’uomo che sta dietro al nome Burzum, Count Grishnackh, è stato accusato di aver ucciso il chitarrista dei Mayhem, Euronymous. Altri della scena sono stati accusati di incendio doloso. Nel 1995 la rivalità tra le band, bramose di notorietà, si è attenuata grazie al fatto che gran parte degli attivisti è finita dietro le sbarre.
La prigione dove il ventiduenne Varg Vikernes (aka Count Grishnackh) sta scontando una sentenza di ventun’anni per omicidio è un ex campo di concentramento costruito durante la seconda guerra mondiale. E’ situato nel mezzo delle colline di Oslo, a venti minuti dall’aereoporto, ed ha l’aspetto tetro di una casa di riabilitazione tedesca. Questa è la terza prigione in cui Varg si trova da quando ha ricevuto la sentenza, il 16 Maggio 1994. La sua prima carcerazione fu nella prigione di Oslo, poi a Bergen, e adesso è qui dal 1995. Secondo le bizzarre leggi norvegesi, a Varg è concesso ricevere visite dei giornalisti, ma non di amici e parenti. Mentre noi non abbiamo avuto nemmeno un controllo di sicurezza, le persone che lo conoscono devono sottoporsi ad un’attenta perquisizione da parte di polizia e autorità prima di poterlo incontrare. Una volta passato l’enorme cancello di filo spinato che circonda l’edificio, entriamo nell’area di accettazione dove tre guardie sedute ci guardano arrivare attraverso la TV a circuito chiuso. Attendiamo circa quindici minuti prima di incontrarlo. Dobbiamo superare diverse porte chiuse fatte di sbarre di metallo prima di raggiungere l’ala dove risiede, che è occupata solamente da assassini e stupratori. C’è un lungo vestibolo con circa venti celle chiuse. Ogni cella è grande circa quattro metri di larghezza e quattro di profondità. Contiene un letto, un lavello, un piccolo tavolo e un armadietto. Il posto odora di ospedale. Entriamo in quella che funziona da stanza per le visite. Le finestre hanno delle sbarre di metallo e forniscono una visione completa dell’enorme cortile dietro all’edificio. Tutto intorno, le mura sono incredibilmente alte, fornite di filo spinato e moltissime telecamere di sicurezza. Il famigerato Count Grishnackh appare sulla porta della stanza. Indossa una maglietta di Burzum dalle maniche lunghe molto sporca, pantaloni e scarpe militari. Varg è intelligente ed eloquente, con un sorprendente e ottimo inglese, anche se a volte si ferma alla ricerca del giusto aggettivo. Durante la nostra conversazione è evidentemente iperattivo, mima movimenti della batteria mentre è seduto sul divano imbottito. Appare incredibilmente pallido, questo perché attualmente si trova in una cella di isolamento.

Perché sei in isolamento?
Perché ho avuto qualche problema con le guardie. Non posso più ricevere visite da questa o quella persona perché credono che siano persone politicamente scorrette e questo mi fa incazzare perché non c’è alcuna ragione. Vogliono solamente incasinare le cose.

Che tipo di persone non ti permettono di vedere?
Beh, ultimamente hanno negato le visite alla mia fidanzata. Sostengono che le do cose da portare fuori, ma questa è una stronzata, dal momento che mi controllano. Dobbiamo spogliarci, ci controllano i vestiti e dobbiamo rimanere in piedi, nudi – anche quando parlo con voi giornalisti, cosa che non faccio normalmente. Quindi è solo uno schifo, veramente.

Come sei stato trattato da quando sei qui?
Non diversamente dagli altri detenuti, credo, ma hanno bloccato tutta la mia posta, perché ho delle convinzioni politiche che non sono accettabili. A volte ne ricevo qualcuna, ma gran parte viene bloccata perché la gente che le scrive le riempie di stupide croci al contrario. Non mi è concesso di disegnare la bandiera norvegese sulle buste perché è nazionalsocialista, dicono.

Come è stata la prima notte in cui sei arrivato in prigione?
Il primo giorno sono stato lasciato nudo in una cella enorme, con il pavimento di cemento e un buco in mezzo. Non c’era il letto e hanno lasciato la luce accesa per ventiquattro ore. Le persone hanno camminato per tutto il giorno, osservandomi attraverso le sbarre. Il giorno dopo mi hanno lanciato una coperta. Chiaramente è stato molto umiliante, ma era proprio quello il punto – niente doccia né altro.

A cosa pensavi mentre eri sdraiato lì sul pavimento?
Pensavo che era tutto abbastanza ridicolo. Loro credevano che mi sarei spaventato, avrebbero voluto dirmi una roba del tipo “sei veramente ridotto male ora!”. Generano terrore psicologico in questi posti, non fisico. Sanno che è la cosa peggiore!

Come si svolge una tua giornata standard?
Beh, adesso la situazione è particolare perché sono in isolamento. Ci sono da un’intera settimana e solo oggi mi hanno permesso di fare una doccia, quindi, al momento, non faccio niente. Di solito leggo e scrivo qualche lettera. Puoi andare a lavoro o a scuola qui. Quando sei a lavoro, devi mettere a posto le lampade – lavoro molto intellettuale (ride, ndr) – fortunatamente io sono nella scuola. Mi sveglio alle 7, sto lì dalle 7.30 alle 14.30, poi mangio. Dalle 16 alle 18 se hai bisogno di prendere aria stai nel cortile, poi torni nella tua stanza. Condivido cucina, doccia e bagno con altre nove persone. Non c’è il water nella cella, quindi se devi pisciare lo fai nel lavandino. E’ meglio non avere il secondo bisogno (ride, ndr) altrimenti lo devi fare in un sacchetto di plastica o qualcosa del genere. Ho scritto un libro quando ero a Bergen. La minaccia di essere fermato era costante, così l’ho riempito il più possibile di tutto quello che potevo. Parlerò presto con un editore. Ci sono alcuni capitoli riguardo il cosidetto black-metal in Norvegia e altri sul rapporto tra la cultura dance acida e i rituali pagani. E’ esattamente la stessa cosa che accade nella magia nordica, balli fino a che sei completamente esausto e arrivi ad avere un’esperienza extra-corporea.

Come ti estranei dalla realtà qui dentro?
Ascoltando musica. Solitamente abbiamo il permesso di tenere un mangianastri e un lettore cd. Ascolto Bach, Beethoven, Grieg (ovvio, dato che è norvegese, ndr) e un po’ di techno.

Hai mai pensato di suicidarti?
Perché dovrei?

Non ti deprimi fortemente?
Qualche volta. Il suicidio è una cosa da codardi. E’ una di quelle scappattoie che prendono certe persone.

Sei pentito di aver ucciso Euronymous?
No, perché dovrei? Sto scontando una pena per qualcosa che non ho fatto. Sostengono che il mio è stato un omicidio di primo grado, ma tutto indica che non è così. Se la verità fosse venuta fuori avrei avuto un massimo di dodici anni. E allora sarebbe tutta un’altra cosa, perché alla fine avrei dovuto scontare solo dai sei agli otto anni.

Di cosa pensi dovresti essere incolpato?
Beh, il ragazzo l’ho ucciso, lui c’ha provato ma ovviamente non c’è riuscito (ride, ndr), così io ho ucciso lui. Non è stato qualcosa che definirei autodifesa, perché lui non era una reale minaccia. Avrei pouto picchiarlo e cacciarlo fuori per strada, ma l’ho ucciso. Se non l’avessi fatto, avrei provato a farlo di nuovo. Non c’era modo di dargli una seconda chance.

Perché ti voleva uccidere?
Lui ha cominciato con il black metal nel 1984, ed è sempre stato considerato una specie di re in Norvegia, poi nel 1991 abbiamo cominciato a socializzare con la sua cricca e tutto è cambiato. La scena ha avuto una spinta. Il mio debutto risale al marzo del 1992, poi a settembre arrivarono gli Immortal, e in quel momento le chiese cominciarono a bruciare. Queste cose non succedevano prima che noi entrassimo nella scena. Ogni volta che una chiesa bruciava, Euronymous chiamava tutti gli amici per dire che l’avevamo fatto di nuovo, visto che voleva stare dentro a questa storia delle chiese bruciate. Ci stancammo un po’ di lui, che era in fissa con il satanismo, il diavolo e tutto il resto. Per un po’ ci dichiarammo satanisti, ma non lo siamo mai stati veramente, quindi perché avremmo dovuto continuare a definirci tali? Lui questa cosa non la accettava, voleva continuare a essere il diavolo e stronzate del genere, noi no, e così nacque una divisione.

Come sapevi che ti voleva uccidere?
Perché chiamò un mio amico e glielo disse. Mandò anche delle lettere ad un altro tipo che a sua volta me lo riferì. Andai da lui per avvertirlo di non avvicinarsi a me. Mi presentai alle 3 del mattino e cominciammo a discutere violentemente, lui si spaventò e provò ad attaccarmi. Lo buttai a terra, lui si rialzò e corse in cucina per prendere un coltello. Lo bloccai per impedirlgi di prenderlo. Poi si diresse verso la camera da letto, dove aveva una pistola elettroshock, così gli corsi dietro, ma lui scappò fuori chiamando aiuto e suonando i campanelli di tutti i vicini. Questa cosa mi fece incazzare. Prima mi attacca, poi quando comincia a perdere, chiama aiuto. E’ stato ridicolo e patetico. In un’intervista i vicini raccontarono alla polizia di aver sentito urla di donna (ride, ndr). Quindi lo seguii e l’altro ragazzo che era con me seguì noi. Lui inciampò su una lampada e cadde con la schiena sui vetri rotti. Aspettai per vedere se voleva attaccarmi di nuovo, ma lui fece finta di andarsene e provò a colpirmi da dietro, così lo pugnalai in testa.

Cosa hai provato quando l’hai ucciso?
Niente di speciale, veramente. Non è stato un grosso problema.

Non hai provato impressione quando l’hai ucciso?
Perché? E’ naturale uccidere, specialmente quando sei spaventato. Penso sia una cosa abbastanza normale. Questa cosa dell’uccidere ha creato una tale isteria…

Beh, forse è per mantere la nostra società civilizzata, altrimenti le persone andrebbero in giro ad ammazzarsi tra loro.
Sicuramente ci sono delle regole, degli standards e tutto il resto, ma quando un maiale come lui pianifica di sequestrarti e tramortirti con una pistola elettroshock cosa puoi fare? Avrei dovuto avere pietà di tale rifiuto umano? Non esiste! Io considero le mie leggi più importanti di quelle della società. Ci sono persone che dicono di volermi uccidere, e questo va bene. Ma se lo fanno seriamente, io li uccido prima.

Tutto quello che è avvenuto intorno al black metal in Norvegia – il bruciare le chiese, gli omicidi, ecc. – cosa c’entra con la musica?
Credo che abbia veramente poco a che fare con la musica. Fondamentalmente non c’è mai stata una scena black metal in Norvegia. La sola scena black metal è quella che abbiamo oggi, dopo che i giornali hanno cominciato a scriverci su.

Quando sarai idoneo per le libere uscite?
Fra quattro anni. Per ora posso compilare un modulo per fare delle uscite collettive con gli altri detenuti, tutti ammanettati insieme. Successivamente ne potrò avere più – di due o tre giorni – ma non prima dei quattro anni di carcere.

Pensi che sarai fuori prima della sentenza definitiva?
La libertà vigilata la concedono solo dopo dodici anni. E’ così per tutti.

I tuoi genitori sono rimasti terrorizzati quando hanno scoperto che avevi commesso un omicidio?
Non proprio. Secondo gli amici di mia madre sarei dovuto essere ricompensato per aver ucciso quel maiale! A lei poi Euronymos non piaceva per niente.

Esisteva realmente una “cerchia interna” nella scena che faceva azioni di terrorismo, rituali satanici e violenze?
Questo era un altro sogno di Euronymous, voleva che ci fosse una cerchia nera interna, per un po’ noi siamo stati al suo gioco. Ma per lui era dannatamente seria la cosa, era l’unico vero satanista. Nessuno voleva avere a che fare con questa roba, il suo sogno si spezzò e diede la colpa a me. Comunque non esistevano stupri rituali. Io penso che esistano due forme di satanismo. Prima di tutto c’è un satanismo più continentale, lo vedi in Germania e Inghilterra, i seguaci sono persone di mezz’età che hanno visto così tanta pornografia da non riuscire più ad arraparsi senza cose decisamente estreme. Allora vestono come satana in pigiama con le corna e si arrapano nel farlo. Questo è il loro satanismo, giusto? L’altro invece è quello del satanismo della Chiesa di Satana, che per molte cose è simile all’altro, con questi uomini di mezz’età che attraggono le ragazzine dentro al giro dato che non riescono a coinvolgere le donne della loro età. Fanno sesso nelle chiese e pensano sia molto eccitante. Comunque questo non avviene in Norvegia, non esiste semplicemente perché nel nostro paese non c’è così tanta pornografia e abbiamo delle regole molto severe su questo tipo di cose.

Ti vengono concesse le visite coniugali?
Sì, hai a disposizione una normale stanza delle visite e puoi chiudere la porta. Non è il posto più comodo che esista, ma si può fare. Comunque quando ricevo le visite dei miei amici – sempre che gli sia permesso di entrare – c’è una guardia nella stanza, perché non ci è consentito pianificare alcuna attività politica. Ora hanno cominciato a farlo anche con la mia ragazza, ma solo per essere stronzi.

Qual è il tuo credo politico al momento?
Sono coinvolto nel Norwegian Heathen Front, che è un organizzazione attraverso cui vengono diffuse informazioni sul paganesimo norvegese. Sono contro ogni cosa che è estranea a noi. Questo non vale solo per la religione, ma anche per la politica e le razze.

Sostieni la segregazione razziale?
Igiene razziale, perché è provato scientificamente che la promiscuità è dannosa per gli uomini. Se unisci un nero e un tedesco, non avrai nè le capacità organizzative del tedesco nè la forza del nero, e finirai per avere una versione più debole dei due. Oltretutto se siamo stati creati diversi, perché dovremmo distruggere l’ordine della natura? Sono le differenze che creano energia. Nero e bianco non è un’amicizia colorita. Ne viene fuori il grigio. Il fatto che la mia gente, che originariamente era solo bionda o roscia con gli occhi blu, si estingua mi crea problemi. Se non segreghiamo, fra cento anni i norvegesi avranno l’aspetto dei greci di oggi.

Hai un nuovo album, Filosofem…
L’ho fatto nel marzo del 1993, è abbastanza vecchio. Le cassette sono state in studio per tutto il tempo e la prima volta che le sentirò di nuovo sarà quando avrò la copia definitiva.

Cosa succederà con Burzum dato che non sei stato in grado di pubblicare un altro album?
Ho registrato un album a Bergen. Mi era stata concessa una tastiera e un processore musicale, così ho registrato tutto su disco. Avevo uno studio portatile a quattro tracce, quindi ho registrato e l’ho mandato alla Misanthropy Records. E’ un album strumentale ed elettronico.

Probabilmente ti aspetti di vendere un sacco di copie per via di tutta l’attenzione che hai attirato della stampa e la tua nota reputazione…
Io di questo non so niente perché non vedo niente. Se riuscirò a raggiungere un buon risultato dipenderà da chi sì occuperà del disco. Non leggo una rivista di musica dal ’94, quindi per me è difficile immaginare.

Ti fa piacere tutta questa attenzione mediatica?
Sono stato accusato di corteggiare l’attenzione dei media, ma la verità è che ho richieste settimanali dalle televisioni che non accontento. Non è molto piacevole in realtà, perché gran parte di quello che viene scritto di solito è sbagliato – solo cazzate e voci, come quando dissero che ero comunista. Se mi interpellassero direttamente sarebbe molto più interessante. La mia intenzione comunque non è quella di avere la mia foto sui giornali, ma che le mie opinioni circolino in modo da creare un dialogo.

Credi che altre band nella scena ti disprezzano per via di tutta quest’attenzione che c’è nei tuoi confronti?
Si, è naturale. E’ una delle ragioni per cui Euronymous era così incazzato con me, perché tutti volevano parlare con me e non con lui.

Perché hai cambiato completamente il tuo aspetto?
Mi sono colorato i capelli di nero nel 1992, mi sono rasato nel 1994. I giornali continuano a pubblicare foto dove sembro molto cupo e hanno bisogno che io abbia i capelli neri. Per loro tutti quelli che hanno i capelli neri sono satanisti, quindi anche io devo li devo avere.

Come immagini il tuo futuro?
Beh, al momento sto educando me stesso e magari sarò rilasciato. Stiamo provando ad avere un nuovo processo, perché nella giuria avevamo due massoni e l’unico guaritore cristiano in Norvegia – un tipo vecchio, con la barba, che fa fatica a camminare e che sostiene di cacciare il diavolo in te guardandoti negli occhi. La mia giuria – fantastico! – per il 90% era formata da pensionati ultrasessantenni. Il mio avvocato difensore era omosessuale; uno degli psischiatri era un massone ebreo, l’altro era comunista. L’altro ragazzo che era stato preso con me aveva un avvocato massone e andò contro il proprio cliente solo per colpire me. Tutta la cosa è stata solo un grande show. Potevano mandarmi semplicemente la sentenza via posta – ecco i miei ventuno anni!

Se uscissi di prigione, avresti paura per la tua vita?
Perché dovrei?

Non pensi che gli amici di Euronymous o i membri della sua famiglia tenteranno di ucciderti?
(Ride). Sono sicuro che affermerebbero di volerlo fare, ma penso ancora ciò che dissi alla corte: gli uomini deboli minacciano, gli uomini veri agiscono. Se volessero uccidermi, non direbbero niente, starebbero in silenzio fino alla mia uscita e mi ucciderebbero, invece di ostentare. Dicono di volerlo fare perché vogliono attenzione e l’unico modo per averla è minacciarmi. Perché non hanno fatto niente quando hanno avuto l’occasione? Tutti sapevano che avevo ucciso Euronymous e il giorno che è successo nessuno ha fatto niente. Se dovessi aver paura per la mia vita, non sarebbe per causa loro ma per altri – altri gruppi con visioni politiche opposte. Se fossi spaventato di qualcuno lo sarei della polizia. Se provassi a scappare mentre sono in libertà, la polizia mi sparerebbe. L’ultima volta hanno sparato a un ragazzo, stava dormendo a letto, si è alzato nudo e gli hanno sparato alla gola. E al poliziotto non è successo nulla. Questa è l’unica paura che potrei avere.

Arriva il momento per Varg di essere riportato in cella di isolamento. Una volta scomparso dietro la porta chiusa non puoi farci nulla, ma puoi pensare allo spreco di due vite.




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L’intervista è stata pubblicata originariamente nel 1996 dalla rivista Metal Hammer UK (www.metalhammer.co.uk).

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