Three Second Kiss

Long Distance

(CD, Africantape, 2008)

Il trio bolognese, forte di un passato di glorie internazionali, torna a farsi sentire sulla nuova etichetta Africantape con un disco profondamente legato alla scuola di Chicago (per l’appunto, sono prodotti da Steve Albini). La struttura di questo Long Distance tiene bene, non si arrende alla linearità, e la reiterazione nervosa su pelli e corde di motivi spezzati e sbilenchi diventa l’elemento portante su cui appoggiare il baricentro. Sorretti da un nuovo elemento dietro il drum-set il suono diventa più esplosivo, asciutto. Certamente i trend del momento guardano ovunque tranne che in questo posto, forse perché il passato prossimo è troppo vicino al contemporaneo per poter sedurre. E così raramente ci si ritrova fra le mani un disco dal sapore post-rock. Senza troppi giri di parole, quest’attitudine di scrittura ed esecuzione purtroppo sembra soffocata da una sorta di tabù intellettuale. Non sta a me dire se l’esclusione sia giustificabile o no, ma l’Italia, oltre alla mozzarella al gusto di diossina e al governo dal sapore sudamericano si è fatta notare anche per le punte creative di questo genere. Speriamo valga lo stesso per il ritorno dei Three Second Kiss, ne saremmo davvero lieti.

(francesco de figueiredo)