Thomas Roussel

Loris Gréaud: Cellar Door

(CD, La Manufacture du Disque, 2008)

Once upon a door the future came before. There is no past and no last in this story, which lasted shorter than its glory. This is the story of the Studio, a vast workshop distended in space and time…. Così recita la prima traccia del CD. Cellar Door ci racconta una storia: la visionaria storia dell’idea di ‘studio’. Opera composta da Thomas Roussel, su libretto scritto da Raimundas Malasauskas e Aaron Schuster, accompagna, anzi genera, la mostra dall’omonimo titolo al Palais de Tokyo di Parigi, (successivamente all’ICA di Londra) che per la prima volta vede i suoi spazi interamente occupati da Loris Gréaud, giovane, versatile e cervellotico artista francese, esperto di architettura e meccanica quantistica, produttore musicale, fondatore di uno studio per film sperimentali e anche grafico (tutto a solo 28 anni…incredibile no?). L’Opera, interpretata dall’Orchestre Philharmonique de Radio France, vede il susseguirsi di una serie di brani in continua trasformazione, che ripercorrono l’ossessione dell’artista per l’immagine dello ‘studio’: uno spazio ideale che non può essere rappresentato ma solo sognato, diventando oggetto del desiderio; un luogo fantastico re-interpretato e continuamente re-inventato dal potere della parola e della musica. Lo studio non esiste, non c’è alcuna porta per entrare, solo la musica per poter immaginare. Quale è il modo migliore di ascoltare il CD di Cellar Door? “On random shuffle to the sound and phrase of popping black champagne bubbles”. Sarà complicato trovare lo champagne nero, ma così ci viene suggerito…

(ilaria gianni)