La Commune (Paris 1871)

di Peter Watkins

(DVD, 13 production, 1999)

Le tracce del DVD si aprono con una video-dichiarazione di Watkins: dopo aver finito di montare il film, arrivato a Parigi per la presentazione, qualcuno gli comunica che la 13 production tra le sue attività ha anche il commercio di armi (un po’ come le uova di Pasqua: prendono il cioccolato dalla Costa d’Avorio e, visto che si trovano già là, gli lasciano pure qualche fucile). L’unica cosa che Watkins può ancora fare è legare il DVD alle responsabilità della produzione. La sua richiesta è questa video-dichiarazione sia fatta procedere ad ogni proiezione o trasmissione del film. E credo che sia un’ulteriore testimonianza di coerenza, se pensiamo che il film dura già 5 ore e 45 minuti. Ma il re-enactment della comune di Parigi (vicino a Culloden nello stile e a Punishment Park nella struttura, portata alle estreme conseguenze) vuole criticare sia la monoform televisiva imposta al cinema, che il suo “orologio universale” (quello per il quale un documentario deve mantenersi nei 52 minuti richiesti dalla televisione per ficcarci la pubblicità e dai festival che funzionano per palinsesti). Al cast, formato da attori dilettanti, è stato chiesto di fare delle ricerche sul fatto storico, in modo da recuperare l’elemento aedico dietro la recitazione, che ha a che fare con la frammentazione della storia della nazione in tante piccole storie. In questo senso il fatto che nelle scene del 1871 si abbiano la televisione e i giornalisti non rappresenta un vezzo anacronistico, ma serve a mettere in crisi la struttura visuale della fiducia che il pubblico ha nella realtà televisiva e ricostruire la dimensione di una memoria cinematica intersoggettiva.

(francesco ventrella)