Vaccari di Franco Vaccari

Maria Persino, Marco Franciolli

(Catalogo, Silvana Editoriale, 2008)

La vita funziona cosi. C’è chi è destinato a fare lavori mediocri e avere un successo immediato perchè si accontenta di sottostare al gusto del pubblico e chi invece fa il suo lavoro aldilà di tutto e di tutti. Franco Vaccari fa parte dell’ultima categoria. Questo interesse improvviso nei suoi riguardi deve avergli fatto sicuramente piacere, ma allo stesso tempo dubitare dell’onestà intellettuale del paese in cui vive. Della serie. Giovane promessa lo è stato. Solito stronzo non ha avuto il tempo di esserlo. Venerato maestro lo è diventato adesso. Per citare il fratello d’italia Arbasino. In un momento storico dove l’arte concettuale e derivati è stata storicizzata dal mercato, si sta ritirando fuori perfino chi in vita sua ha fatto solo una collettiva a Voghera e ha esposto una foto in bianco e nero con un titolo tautologico solo perchè non sapeva scattare una bella foto. Per la stagione 2007/08 però l’Italia ha riscoperto non due anonimi ma due grandi maestri: Vaccari e Agnetti. Le due monografie uscite recentemente su Vaccari (una è questa) hanno permesso di riscoprire, ad esempio, alcuni suoi fantastici libri d’artista o un video recente che racconta la vita di una ragazza, Debora, attraverso il suo album privato. Un lavoro strepitoso, che dimostra che invecchiando ci si può anche non rincoglionire e diventare invece più sofisticati e sensibili.

(luca lo pinto)