Avventure della ragazza cattiva

Mario Vargas Llosa

(Narrativa, Einaudi, 2007)

“La denudai con tutte le precauzioni del mondo, studiando, come oggetti preziosi e unici, gli indumenti che indossava, baciando con devozione ogni centimetro di pelle che appariva ai miei occhi, aspirando l’aura soave, leggermente profumata, che scaturiva dal suo corpo”. Ricardito è innamorato alla follia di una nina mala. Ha appena 14 anni quando la vede ballare “sorridendo e canticchiando le parole della canzone, alzando le braccia, mostrando le ginocchia e muovendo le vita e le spalle in maniera che tutto il suo corpicino sembra incresparsi, vibrare e partecipare al ballo dalla punta dei capelli ai piedi”. Ma lei non si gli concede, gli sfugge. Qualche bacio “all’angolo della bocca”, mano nella mano “alle matinée del Ricardo Palma, del Leuro, del Montecarlo”, il cinema al buio stretto a lei, e le ripetute dichiarazioni di amore. Lei non ci casca: “Sei ridotto male, sei proprio perso, flaco”. L’estate finisce: si dividono. Ricardito parte per Parigi, “il suo unico sogno della vita”, e trova lavoro come interprete. Fino a quando un giorno la nina mala riappare e gli sconvolge di nuovo la vita. Escono, mangiano, girano per Parigi. Fanno l’amore. Decidono di vivere insieme. Ma poche settimane dopo lei scompare nuovamente. Ricardito però non si scorda facilmente, perché è certo che tornerà. E lei infatti tornerà. Dai ‘50 agli ’80, tra Parigi, Londra, Tokyo e Lima, addii, ritorni, sesso, droga, violenza e una passione mai celata. Vargas Llosa lascia in secondo piano la politica ed esce dal suo Perù con una storia appassionante e tragica quanto un racconto di Hemingway.

(alberto lo pinto)