ALICUDI

by Martin Creed

A Martin Creed piacciono le cose piccole e semplici, i numeri, le luci ad intermittenza, la gente che vomita, le frasi al neon, i wall-paintings e il tempo dilatato. Forse è anche per questo che, negli ultimi anni, ha passato l’inverno ad Alicudi, la più sperduta e selvaggia delle isole Eolie, in Sicilia. Quello che segue è un tributo che l’artista ha voluto fare all’isola e ai suoi abitanti.

Qualche anno fa guardavo Caro Diario – il film di Nanni Moretti – con una persona diversa da me, di nome Paola Pivi, in Italia o in Inghilterra, non ricordo.

Nel film Nanni e i suoi amici cercano pace e silenzio e finalmente li trovano, dopo molti tentativi falliti, nell’isola di Alicudi, poco lontano dalla Sicilia. L’estrema pace e il silenzio, comunque, ad un certo punto diventano troppo forti e ai protagonisti manca la loro soap opera preferita. Scappano via da Alicudi gridando “Televisore! Dateci un televisore!” Anni dopo ho visto molta televisione ad Alicudi, dove ad un prezzo molto ragionevole si riceve una nitida e chiara immagine con SKY.

Guardando il film, Paola ha detto, o io ho detto – visto che eravamo insieme è difficile dire chi lo abbia detto – forse è meglio dire NOI abbiamo detto, abbiamo detto tutti insieme: “Andiamo ad Alicudi! Andiamo in quel posto da cui loro sono appena scappati!”

Come un’isola dei cartoni animati, uno scoglio che spunta dal mare, come un’isola disegnata da un bambino, o come uno dei pianeti su cui atterrano i protagonisti di Star Trek, Alicudi proprio non sembra reale, sembra fatta di cartone. Così emozionante, luminosa, splendente e ricca di contrasti, Alicudi sembra finta, fatta con Photoshop: Alicudi è forse il posto più bello in cui sia mai stato in tutta la mia vita. Alicudi è fatta di roccia, non di cartone. Lo so perché se non ti metti le scarpe per fare il bagno, ti tagli tutti i piedi. E poi, se Alicudi fosse stata di cartone, si sarebbe già dissolta nel mare da molto tempo.

La prima volta che siamo andati ad Alicudi ci siamo fermati per una notte a Palermo – sulla strada per Alicudi ti devi sempre fermare una notte da qualche parte – e siamo andati a vedere le catacombe dei monaci cappuccini. Eravamo molto in ritardo e ci rimanevano soltanto 5 minuti per vederle tutte prima dell’orario di chiusura. Abbiamo dovuto correre. Mi ricordo che abbiamo corso attraverso le catacombe a massima velocità con Paola e i miei amici Martin e Tomma, guardando a destra e a sinistra tutte quelle persone morte che penzolavano dai muri nei loro vestiti migliori, cercando di vedere tutte le catacombe. Eravamo più espressi che cappuccini. Ma era un bel modo di vedere le catacombe. Era una di quelle corse folli che quando ci ripensi ti viene da ridere senza controllo. Penso che sia giusto vedere i musei molto velocemente. Ti lascia il tempo per fare altre cose.

Alicudi la vedi sempre mentre ti si avvicina. Prima di arrivarci la puoi vedere a distanza dalla nave: un punto minuscolo all’orizzonte e poi quel piccolo punto diventa un punto a dimensioni naturali su cui puoi salire sopra. Al contrario, andare via da Alicudi è straordinario e triste. Non capita spesso di allontanarsi da un posto e di vederlo diventare sempre più piccolo, fino a che non scompare. Quando parto da casa mia a Londra dopo trenta metri giro un angolo e il mio appartamento è già scomparso dalla vista. A lasciare Alicudi ci vogliono ore, e per ore ed ore dopo che sei partito la vedi ancora da lontano.

Alicudi è magnetica. Andarci è molto difficile: le persone e Alicudi sono come due magneti con la stessa polarità che si allontanano – senza neanche contare che il mare e il percorso possono fermarti prima. Se riesci ad arrivarci, allora la tua carica magnetica cambia e resti come incollato, incastrato. È molto difficile lasciarla. Alicudi è un po’ come un paradiso e un po’ come una prigione: dipende, come molte cose, da come ti senti dentro.

Quando vivevamo lì, io e Paola abbiamo sperimentato molti modi diversi per arrivare ad Alicudi, per capire se per caso ci fosse un modo più semplice di un altro. Treno da Roma fino a Milazzo, taxi, traghetto, a piedi. Nave da crociera da Pesto, Liguria fino a Palermo e poi aliscafo e poi a piedi. Battello da Napoli ad Alicudi. Volo da Londra a Palermo, Catania, Reggio Calabria o Lamezia Terme via Roma o via Milano. Elicottero. Qualunque modo tu scelga di andarci alla fine devi sempre fare delle scale, alla fine ogni percorso è difficile. Da Londra è molto più facile e veloce andare in Australia.

Alicudi è un posto fantastico per guardare la televisione. Avevamo la televisione via satellite con tutti i canali possibili. Ho passato tantissimo tempo a guardare la televisione lì. Forse perché Alicudi è così vicina alla natura, così pacifica e tranquilla. È bellissimo vedere la televisione immersi nella natura: la televisione è una forza della natura. È bellissimo vedere la televisione su una montagna in mezzo al mare. Quando sono in città non guardo mai la televisione, forse perché è troppo come la città, assomiglia troppo alla città per la sua velocità e per i suoni e i movimenti.

Dopo essere stati in vacanza ad Alicudi nel 2000, abbiamo affittato una casa nel 2001, comprato una casa nel 2002, e vissuto lì nel 2003. Nel 2004 io e Paola ci siamo lasciati. Le date non erano programmate.

Gli abitanti di Alicudi ci hanno aiutato in molti modi diversi.