IL TEMPO RITROVATO

by Dr. Pira

ALMANACCO RAGIONATO DELLE SERIE TELEVISIVE

Nei salotti mondani ci si intrattiene sempre più spesso parlando di serial televisivi. Se giustamente desiderate lesinare il vostro prezioso tempo per qualche altro progetto di vita (la rabdomanzia per esempio), questa rubrica vi fornirà ogni mese spunti e argomenti di discussione, armati dei quali potrete annoiare per ore e ore i vostri sventurati interlocutori senza aver visto nemmeno una puntata.

NOME SERIE: DR. HOUSE


Sembra che esista qualche meccanismo interno alla società in base al quale, prima o poi, tutti i ruoli istituzionalizzati diventano telefilm. Oggi possiamo seguire in televisione le avventure dei carabinieri e della polizia, studiare le vicende professionali degli avvocati, scoprire i dissidi e gli intrighi della classe dirigente. In mancanza di una serie interamente dedicata ai vigili urbani (quanto, quanto ancora dovremo aspettare?), ho trovato un buon ripiego nei medici chirurghi. Dopotutto, come i vigili s’incontrano spesso dove una strada incrocia l’altra, così i chirurghi si trovano il più delle volte in quei punti dove la vita incrocia la morte.
Come nell’analisi matematica si studiano le funzioni in base ai limiti e alle tangenti, allo stesso modo si dovrebbero imparare un sacco di cose sulla vita osservandola ogni giorno nei suoi punti limite, a contatto con la morte. Quanta esperienza umana si accumula, assistendo ogni giorno in prima fila ai colpi di scena del teatro della vita! Un chirurgo è infatti un ottimo punto di riferimento per ogni genere di questione filosofica esistenziale. Un tempo per questo genere di cose ci si riferiva ai preti o ad altre figure religiose; d’altronde allora erano loro ad assistere più spesso ai momenti più particolari della vita, al suo inizio e alla sua fine. Oggi non esiste un punto di riferimento ufficiale per le questioni della vita: la nostra società brancola nel buio per colpa della sua ipocrisia, che le impedisce di dare il suo ruolo a chi gli spetta. Confessionali per parlare con i chirurghi! Questo servirebbe, o almeno delle cerimonie ufficiali con un altare occupato da loro. E non servono tuniche, né chiese, l’asettica estetica medica e i camici verdi sono già più che adatti; la clinica nel suo estremo ordine è un rifugio ideale dalla città sporca e caotica, un esperto con due lauree è il conforto ideale per un mondo che non sa più a chi rivolgersi.
Per quanto ancora dovremo inventarci malattie al solo scopo di conferire con questi scientifici diaconi della vita? Non potendoci
ammalare così spesso, vediamo tra noi crescere schiere di adepti in forma di ipocondriaci. E la loro fede non è certo meno ardente di quella che dovrebbe animare un fervente religioso. Se poi un prete cura l’anima con la preghiera, mentre un chirurgo cura il corpo con il bisturi, non fa poi una gran differenza. Le discipline olistiche non fanno che ripeterci che corpo e anima sono interdipendenti – si tratta solo di scegliere se dare un colpo al cerchio o uno alla botte. D’altronde anche la pratica ci dimostra che tanti malesseri esistenziali si risolvono brillantemente con il gesto di sacrificare una buona somma di denaro sull’altare della medicina, per consentirci di passare un buon periodo a riflettere nel silenzio liturgico di una clinica, dove si possono subire riti di passaggio sacrificali e assumere droghe pesanti.
Se poi i santi e i profeti della chiesa chirurgica risultano essere antipatici, è solo colpa delle pratiche di questa particolare liturgia. Come Gesù e Gandhi erano portatori sani di buonismo, dovuto ad una grande pratica dell’empatia, così i grandi medici risultano spesso portatori sani di nichilismo, contratto in anni di applicazione del protocollo di distacco professionale. Ma il fatto di essere antipatici, come nel caso del Dr. House, non fa che aumentare la nostra fede. Non si dedica forse anche lui, come Cristo, alla salvezza del prossimo? Non soffre forse anche lui, in silenzio e solitudine? Ha anche un gruppetto di apostoli, come se non bastasse.
Rimane solo da chiedersi per quanto tempo la partecipazione a questa chiesa sarà cosa per pochi eletti. Sappiamo tutti che i veri templi sono costosi, e che gli ospedali comuni sono poco più che catapecchie di eretici. Come possiamo camminare sicuri su questa terra senza poter avere una diagnosi corretta nei momenti di perdizione? Fino a quando non avremo modo di andare in clinica ogni domenica, almeno per un rituale di prelievo del sangue, saremo costretti a dedicarci all’eresia, l’unico modo per tirare avanti decentemente: cibi sani, passeggiate all’aria aperta, e la birra come diversivo farmacologico.