Mary Anne Hobbs

Evangeline

(CD, Planet Mu, 2008)

Il fenomeno dubstep ha bruciato il suo potenziale in fretta, come la carta per accendere i ciocchi di legno nel camino, ancora lì impassibili al lieve calore emanato. Nonostante la back line di generi come il garage e il dub – mostri sacri della cultura nera anglosassone – i suoi personaggi di punta (Wiley, Pinch e compagnia) non hanno voluto (saputo?) sperimentare, mettere in difficoltà l’ascolto, chiusi in un reticolato ritmico forse troppo regolare, cadenzato. Evangeline, la seconda selezione di Mary Anne Hobbs su Planet Mu, è un’occasione per controllare lo stato di salute del genere. La seconda compilazione della speaker/broadcaster della BBC su Planet Mu è vuota, noiosa, e confrontata con la precedente Warrior Dubz non indica nessuno spostamento indicativo, anzi, rimarca un’imbarazzante stasi implosiva, è un pallone bucato agonizzante. Comunque non è tutto da buttare, l’importante è fruirne in maniera ragionata e con il giusto sospetto consapevole, magari sostenendo proprio le migliori esperienze, come tutta la Skull Disco, o i lunghi viaggi dal sapore dream-pop di Burial, o l’autenticità delle sfide grime negli oscuri sottoborghi londinesi. Elementi vincenti purtroppo non pervenuti in questa sede.

(francesco de figueiredo)