Philip Jeck

Sand

(CD, Touch, 2008)

Partiamo dal presupposto che Philip Jeck ha fatto alcune delle cose più belle che mi è capitato di sentire negli ultimi anni. Rarefazione allo stato puro, un flusso di suoni sgranati e di piccole parti di melodia isolazionista che difficilmente ti dimentichi. Certo le cose da sentire tutti i giorni sono altre, ma questa è una fortuna. Perché altrimenti rischi di rimanerci attaccato. Quest’ultimo EP non è niente male, ma lo recensiamo più che altro per potervi invitare a rimediare i suoi vecchi lavori. E per dirvi, se potete, di vedervelo dal vivo, poi ci pensa lui a presentarsi.

(valerio mannucci)