Il futuro non è scritto – Joe Strummer

di Julien Temple

(DVD, RHV, 2008)

Con i documentari biografici si rischia quasi sempre una gran rottura di balle, in cui assisti solo ad un postumo parlar bene o ad una libera interpretazione dei fatti allisciata alle prerogative estetiche. Il futuro non è scritto, invece, inizia pieno zeppo di materiale di repertorio: l’infanzia, il Cairo, la scuola d’arte a Londra, i disegni, le prime chitarre, The Vultures, gli squat, la nascita dei Clash, le dinamiche interne della band e la consacrazione mondiale. Quando non parlano la musica e le immagini, a commentare le fasi della sua esistenza è lo stesso Strummer nelle registrazioni di London Calling, il programma radio che lui stesso conduceva su BBC World e ben mixate da Temple sulla pellicola. Così sembra di andare a fondo nella vita del personaggio e forse anche dell’uomo. Questa, mi viene da dire, è la parte più appassionante. Poi si ha il tempo di vedere Strummer bazzicare sui set, tra i falò e in famiglia. Il film segue i passi dell’uomo schiacciato da un’eredità artistica enorme e scivola in un intimismo un po’ sentimentalista e fricchettone (con troppe testimonianze di “amici” famosi), dove tutto, le scelte soprattutto, cercano una giustificazione che spesso la vita non ha. Qui il futuro, in un certo senso, è tutto scritto.

(lorenzo micheli gigotti)