Unmonumental. The Object in the 21st Century

Richard Flood, Laura Hoptman, Massimiliano Gioni, Trevor Smith

(Catalogo, New Museum/Phaidon Press, 2007)

L’immagine della rovina ha aperto il nuovo secolo, come afferma nel suo testo Massimiliano Gioni, uno dei curatori della mostra che ha aperto, lo scorso Dicembre, il New Museum di New York. Viviamo in un’epoca che si sta definendo sempre di più per l’estinzione di monumenti e la scomparsa di simboli: un tempo immateriale, fragile e delicato. L’epoca del non-monumentale. Questo sembra voler comunicare Unmonumental portando a testimonianza di questa condizione presente, i lavori di artisti come John Bock, Isa Genzken, Rachel Harrison, Tobias Buche, Claire Fontaine, Aaron Curry, per citarne alcuni. Le sculture di Unmonumental sono anti-eroiche, ricettacoli di spazi e tempi, di memorie e atteggiamenti: una metafora del nostro tempo. Con quattro testi che esplorano la condizione presente e la sintomatica rielaborazione di essa da parte dell’arte e un saggio per immagini che ripercorre gli eventi più importanti della Storia di questi ultimo secolo, finalmente un catalogo che riflette davvero il ‘discorso’ sostenuto dai curatori. Non uno strumento per illustrare le opere degli artisti in mostra, ma una testimonianza, un’opera indipendente, uno spazio per la riflessione critica. Unmonumental, pone il lettore nella condizione di poter scrutare e capire l’epoca che definisce e scandisce la sua esistenza. Per la prima volta l’arte sembra essere arrivata ad interpretare e denunciare una condizione presente permettendo al mondo di rielaborarla. Sono queste le pubblicazioni che fanno la differenza, che permettono all’arte di emergere. Il catalogo sprigiona nei suoi testi e nella sua grafica la monumentalità contemporanea: fragile e delicata, come ci dicono i curatori.

(ilaria gianni)