Catherine

globalgroove

(Libro, Livello 4, 2007)

Se Catherine prende la Metro A per andare a fare shopping in centro, allora ci sono molte probabilità che il verosimile di questa storia sia ambientato a Roma… e voglio credere che Madonna aprirà davvero qui la sua Fondazione per l’Arte Contemporanea! La vita di Catherine non ha molte sbavature, e appena perde qualche colpo, sembra essere programmata con un antivirus che ripara subito il programma. Catherine si sente “triste e fiera” allo stesso tempo: non è un personaggio immobile, perché lascia che i simboli dei media, i riti sociali, e della buona educazione borghese muovano il suo corpo. (In questa direzione la postfazione di Ninì Candalino elabora bene cinque parole chiave, giocando a ping pong con Catherine). Un po’ come Rosela Young, la curatrice della Madonna Foundation, si muove a scatti, “fagocitata da un raffinato sistema di controllo delle coscienze, che vende il perdono come l’offerta del mese”. I suoi ricordi d’infanzia sono acerbi come le storielle autobiografiche di David Sedaris, mentre le nevrosi dei corpi raccontate nel romanzo non sembrano avere la capacità di sviluppare alcuna forma di soggettività, ma, come i protagonisti di un serial televisivo, che pure si evolvono, agiscono all’interno di un campo di casistiche limitate, in cui “l’effetto totale è minore della somma delle singole parti”. Il libro si scarica come un software, in termini narrativi, intendo: diverse cartelle contengono piccoli pezzi di una stessa applicazione. Ma non è la vita di Catherine, quanto il mondo circostante che lettori e lettrici si possono scaricare, mentre “gli elettrodomestici lavorano per noi”. Globalgroove è formato da Fabio Toffolo e Michele Andreoni (www.globalgroove.it). Lavorano con diversi media audio e video e Catherine è solo uno dei loro supporti.

(francesco ventrella)