DESIGNED BY OZ

Li intervistiamo, poi li copiamo impaginando l'intervista come avrebbero fatto loro. Colori, font, impaginazione, elementi grafici, ecc.

CI SONO RIVISTE CHE OLTRE AD ESSERE BELLE SONO IL SIMBOLO DI UN’EPOCA. OZ MAGAZINE, AUSTRALIANA DI NASCITA, LO È A MODO SUO DELLA LONDRA PSICHEDELICA E HIPPY DEGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA. RICHARD NEVILLE È IL SUO FONDATORE.

DOMANDA: Oz è considerata una rivista ‘hippy psichedelica’. Se sei d’accordo, quali credi siano gli elementi grafici che hanno dato vita a questo tipo di etichetta?

RISPOSTA: La prima cosa da ricordare è che Oz è stata lanciata a Sidney – nel giorno del pesce d’Aprile del 1963 – come giornale satirico, con stampa in rilievografia e l’interesse di deridere l’autorità e allargare i confini del libero linguaggio. Inizialmente il magazine era in bianco e nero e conteneva numerose immagini, vignette e foto, più di quanto si era soliti pubblicare nelle riviste intellettuali di quei tempi. Non era hippy, ma indirizzata ai giovani, con storie e vignette su Bob Dylan, i Beatles, ecc... Poi dopo pochi anni scoprimmo la stampa offset, che esaltava ulteriormente le qualità grafiche dell’immagine, e Martin Sharp spesso decorava le pagine a mano prima di andare in stampa... Poco dopo aver lanciato Oz a Londra (era il 1966 o il 1967) scoprimmo i colori esotici (specialmente gli inchiostri fluorescenti e metallici – ad esempio l’oro e l’argento) e la contro-cultura. I giovani si lasciavano crescere i capelli, aggiungevano colori ai loro abiti smorti, fumavano marijuana e si calavano l’LSD... anche i Beatles e i Rolling Stones per un po’ presero parte a questo cambiamento, così l’ambiente del design diventò gradualmente psichedelico. Ecco, sì, Oz era abbastanza hippie, ma faceva satira anche sui capelloni (per esempio “Turn on Tune in Drop Out”)... Eravamo fluidi, di larghe vedute, sperimentali.

DOMANDA: Le vostre copertine hanno sempre giocato un elemento fondamentale all’interno dell’economia grafica del magazine, ed ogni volta venivano ripensate totalmente (il logo, la titolazione dei contenuti, gli elementi visivi). Come venivano ideate e commissionate?

RISPOSTA: Martin Sharp ha avuto un’enorme influenza nella produzione – come anche molti altri designer della scena londinese – e noi eravamo ben disposti verso le proposte sperimentali. A volte le persone ci inviavano degli schizzi, o venivano fuori dal nostro ufficio, oppure capitava di prendere le immagini da altre riviste underground, come le vignette di Robert Crumb o simili... Un’uscita di Oz ad esempio era un poster intero piegato come un magazine, con in copertina lo slogan: “Pianta un figlio dei fiori oggi”, molto hippie.

DOMANDA: Da dove nasce l’idea di accostare l’estetica dell’art nouveau allo stile psichedelico?

RISPOSTA: Dal vivissimo immaginario rock & roll e dalla cultura di ribellione che stava esplodendo a Londra e in Europa. Ad esempio su una copertina avevamo pubblicato degli slogan fatti a graffito e sul retro avevamo messo della colla (così potevano essere attaccate sui muri).

DOMANDA: Oggi si dà per scontato l’accostamento grafico tra il layout tipico da tabloid – un po’ quadrato, chiaro e semplice – e le composizioni più intricate fatte di collage, fumetti e illustrazioni. Visto che Oz è tra le prime ad aver adottato questo stile eclettico, ci chiedevamo come questo stile veniva percepito negli anni ‘70.

RISPOSTA: Il periodo di punta di Oz a Londra è stato dal 1967 al 1970/71 - selvaggio, eretico, spettacolare. Le persone erano spesso confuse dalla nostra grafica... che era sempre brillante. Stranamente la reputazione di Oz sembra aumentare con gli anni. Alcune delle uscite invendute le puoi trovare ad oltre 500£ su e-bay.

DOMANDA: Oz è una rivista sexy e accattivante. Era qualcosa di voluto a priori (la grafica, la tetta qua e là, le curve al momento giusto) o semplicemente il risultato del vostro stile?

RISPOSTA: Oz aveva un lato concretamente sessuale. Stavamo celebrando la nostra libertà, la nostra adolescenza ritardata e la nuova generazione di donne che aveva accesso alla pillola. Oz fece molte campagne per rendere più liberi gli atteggiamenti sessuali degli inglesi, e su questo piano ebbe abbastanza successo.

DOMANDA: Spesso il materiale fotografico, le illustrazioni e i collage erano accompagnati da balloons con del testo ironico e grottesco. Questo atteggiamento fumettistico da dove nasce? Vi siete per caso rifatti alla tradizione dei giornali di satira e costume?

RISPOSTA: Sì, penso proprio di sì. Gli australiani che scrivevano su Oz lo facevano in modo istintivamente satirico e anti-autoritario, ciò derivava dai nostri trascorsi come colonia penale, in Inghilterra invece erano un po’ più cauti.

DOMANDA: Che cosa ha significato per OZ la ‘UK poster scene’ degli anni ‘60, di cui Martin Sharp era uno dei protagonisti?

RISPOSTA: Molto, diverse copertine e alcune delle immagini a pagina doppia si trasformavano in poster prodotti da Sharp per Big O Posters. I negozi di poster vendevano Oz. E spesso noi includevamo i poster come inserti…