Lucky Dragons

Dream Island Laughing Language

(CD, Upset The Rhytmh, 2008)

Non sono solito amare il “frikketonismo”, tanto meno quello legato alle performance minimaliste dal carattere partecipativo, ma del live dei Lucky Dragons ho un ottimo ricordo. Durante il trambusto vichingo della scorsa edizione di Dissonanze mi sono ritrovato nel pieno di una session hippie: mini-bonghi, flauti, kalimba, fischietti, pietre e cavi suonati da un pubblico che gioiva divertito come una scolaresca in un museo di scienza pieno di bottoni. Sono inoltre perplesso di fronte alla trasposizione su disco dei sovra citati esperimenti, ma con questo Dream Island Laughing Language ho nuovamente da ricredermi. Il duo losangelino non si perde in tintinnii ultraintellettuali, procede quel poco mongoloide che basta, e con il gusto naif pop necessario per non rendere tutto una gran rottura di palle. Ottima trasposizione, intelligente nel non forzare la mano dando un canale percussivo chiaro, dai tratti vagamente techno industrial ma in puro stile “volemose bene”. E passatemi il termine.

(francesco de figueiredo)