Robbie Basho

Bonn Ist Supreme

(CD, Bo’ Weavil, 2008)

Spiritualismo, folk, raga indiani, accordature giapponesi, musica bianca, nera, latinoamericana. Tutto insieme, ma non una cosa sopra l’altra, semmai una dentro l’altra. Questa non è propriamente una riedizione, è la registrazione di una performance del 1980. Robbie Basho, che cambiò il suo nome in onore del poeta giapponese Matsuo Basho, è un personaggio strano. In pratica, stando a quanto dicono di lui, la sua principale aspirazione era quella di riuscire a creare una musica classica per sola chitarra acustica. Forse era il lato spirituale delle sue suggestioni, o forse il fatto che la cultura folk faceva parte del suo dna, ma secondo me (nonostante i suoi propositi) quello che ha creato è una specie di country blues mentale, isolazionista, mistico e bellissimo. Quindi non una cosa da poco.

(valerio mannucci)