Aucan

S.T.

(Cd, Africantape/Ruminance, 2008)

Una piacevole sorpresa, gli Aucan: al loro esordio su cd grazie alla Africantape, i tre bresciani stimolano la vena apparentemente esaurita del post rock, con graffi, sventagliate percussive e lievi ma insistenti tocchi di synth. E’ un’impresa titanica riuscire ad esprimere qualcosa di personale nei territori aventi il nome di math, post, avant, eppure gli Aucan lasciano senza parole, letteralmente. Hanno appreso la lezione dei Battles e, come loro, tentano di conciliare l’avanguardia con il rock, l’impatto con la ricerca sonora. La risultante è un coacervo di electronics, tastiere e chitarre mai dome, un mix che li porta a confrontarsi con chi mastica abitualmente la sperimentazione senza fermarsi ai nomi “intoccabili” del genere. Diversi gli episodi memorabili: Iena (ospite al basso Giulio Favero), Ac ha b e Tesla non suonano datati, sebbene quelle sonorità abbiano oltre dieci anni sulle spalle. C’è vita oltre gli Slint, potete scommetterci.

(italo rizzo)