Gang Gang Dance

Saint Dymphna

(CD, The Social Registry, 2008)

Ci sono casi in cui è difficile dire qualcosa. Romantici, psichedelici, sofferti. Magari, se fossi milanese, direi che i Gang Gang Dance sono una ‘figata’. Comunque, qualsiasi tentativo di spiegare quest’affermazione sarebbe tempo perso. Il retroterra è chiaro, però c’è un modo di fare che è unico. Questo è quello che dice Wikipedia al riguardo (spero sia utile almeno a chi non ha mai sentito niente dei GGD): “Gang Gang Dance are an experimental music group based in Brooklyn, well known within the indie rock scene for its distinctive sound that has been variously referred to as neo-primitivist or neo-tribal”. Neo-primitivismo, o neo-tribalismo. Forse. Ora però torniamo a noi: è difficile spiegare il perchè, ma sentire Blue Nile, uno dei pezzi più belli ed evocativi di questo disco, è un’esperienza gregoriana. Ritmo, vocalizzi, percussioni celestiali. Un po’ dance e un po’ spiritualismo pagano. Un fluire sonoro che è anche un fluire ritmico, non a caso loro stessi – pur essendo questa una definizione piuttosto fuorviante – si considerano una band di percussionisti. In ogni caso, per tornare all’affermazione che ho fatto all’inizio, questo Saint Dymphna è davvero bello.

(valerio mannucci)