Kimya Dawson

Alphabutt

(CD, K, 2008)

Sia che Juno l’ho visto pur’io sia che pur’io ho suonato Anyone Else in compagnia, tanto a parte che è sol e do, ci sono certe volte che viene fuori gradevole fare questa roba qui, / stupidina / per usare la parola decisiva al suo momento. Poi però il punto si contrae e diventa solo quello, che dipende sempre da qualcosa se qualcos’altro prende bene o male. Siccome non ci si rivolge agli sprovveduti, ci siamo già capiti che il caso, con lo stonacato folk infantile e giocattoloso della ex Moldy Peaches, è proprio qui: ti sei mai baciato con la ragazza che poi decide che sei un animale e ti inizia a parlare coi versi e a te al limite prende bene perché esiste solo lei? Quando non esiste più solo lei, questa cosa diventa un supplizio e reclama reazioni drastiche. Se ci metti che stavolta Kimya sfonda anche al livello 2.0 dell’irritante, cantando di cacchina, scurreggine e culi di scimmietta, arrivi veloce e diretto a come reagire ad Alphabutt: anche perché con lo stereo è più facile che con le ragazze, c’è il pulsante col quadratino.

(giordano simoncini)