Growing

All The Way

(CD, The Social Registry, 2008)

Partiamo dal fatto che di dischi noise o simili ne sento svariati ma non troppi, quindi magari non è l’unico caso al mondo, tuttavia questo All The Way ha una particolarità: è seriale. Mi ha fatto pensare alle cose più spinte di Philip Glass o di Steve Reich in versione noise. E’ il caso che mi spieghi meglio: questo dei Growing è un disco fatto praticamene solo di chitarre, effetti a pedale, delay e loopers, ma se di solito questo procedimento viene usato per creare strutture musicali tipo magma fluente, con suoni distorti e melodie solo accennate, qui tutto è molto lineare e additivo. Accade una cosa, poi ne accade un’altra, quella di prima resta, poi ne acade ancora un’altra, le due precedenti continuano ad evolversi per conto loro, e così via. Davvero, è difficile spiegarlo, ma sembra che i piccoli contrasti creati da tutte queste parti siano la vera forza di All The Way. Poi c’è un pezzo in particolare che è davvero una cosa assurda.

(valerio mannucci)