Skip James

1931 Session

(CD, Missisipi Records, 2008)

Skip James è stato riscoperto da John Fahey nel lontano 1964 e le registrazioni di cui stiamo parlando risalgono al 1931. Quindi non parliamo di ieri, e neanche dell’altro ieri. A parte questo, mentre ascoltavo 1931 Session, mi è capitato di pensare ad una cosa piuttosto brutta: cioè ad un film italiano uscito qualche anno fa. Il film racconta la storia di quattro amici che si rivedono per un weekend-revival, in stile vecchi tempi. Ora, il film è inguardabile, la storia è inutile, i dialoghi sono stucchevoli e gli attori dei cani. Fra i dialoghi però ce ne è uno che è ancora più fastidioso degli altri. Il protagonista, uno dei quattro amici, parla di blues, la sua musica preferita. Dice cose tipo “il blues non è musica, è sentimento”. Oppure “il blues non va suonato, va vissuto”. E via così. Onestamente non ricordo oltre. Durante questo brutto pensiero, ho capito che in fondo il blues mi sta sul cazzo non per altro, quanto per i suoi seguaci sfigati. Grazie alla Missisipi Records mi stavo sentendo finalmente qualcosa di originario e non derivativo. Non che di solito ascoltassi Zucchero Fornaciari, ma il mondo è pieno di bluesmen manieristi. Questa session di Skip James è un nodo alla gola. Bella, triste e monotona come solo il blues sa esserlo. Per chiarezza: il film di cui parlavo è di Ligabue, non mi ricordo il nome, e vi consiglio caldamente di non vederlo. Mentre questo disco (come avrete capito) vi consiglio, sempre caldamente, di ascoltarlo.

(valerio mannucci)