Valina

A Tempo! A Tempo!

(CD, Trost, 2008)

Immer wieder, c’è una verde cittadina austriaca di nome Linz; vi esiste una band che si chiama Valina, la cui storia è una microepopea di desiderio, dedizione ed integrità. Approdati per la prima volta nel Belpaese anni or sono, con l’intento di promuovere il fu-exploit Vagabond (2003) e grazie alla lungimiranza di un’agenzia italiana di cui non si fa il nome se non per dire che si chiama Paolo Visci, sono riusciti a crearsi uno sparutissimo seguito di fan disagiati (ma incazzati come Hitler) tra i quali alzo la mano e fingerpointo, per poi chiudersi dietro le tende e riflettere sul nuovo da farsi. Smarrito per strada il batterista Claus, il quale era un talento percussivo fuorinorma, sono oggi tornati con questo concept album che inizia con una traccia che si chiama Calendaria che apre come un uragano in un monolocale e di lì in poi è un parapiglia matematico ed emotivo, reale e meraviglioso quanto degli Shellac su Gern Blandsten; dei Polvo su Jade Tree; con un’etica dell’autogestione e del rapporto personale diretto, con una purezza d’animo ed una fiducia nell’uomo che ti innescano quasi il luccicone, i brividi elettrici.

(giordano simoncini)