The Uglysuit

S.T.

(CD, Quarterstick, 2008)

Leggi la bio e scopri che il più vecchio di loro ha ventitre anni. La cosa che piglia più male in questo è che, prima di saperlo, hai il reale e non mascherabile impulso a tacciarli di revisionismo ex-post AKA attitudine prog da tromboni, applicata a dettami slow-core di terza categoria. Coretti, barocchismi e tutto, una specie di versione iperpop di Black Heart Procession per discografici del giro Sub Pop post ’00. Poi ti rendi conto di avere quasi dieci anni più di loro, e che forse sei tu a uccidere lo spirito della musica, e che forse lo spirito della musica oggi è questo. Non ci voglio pensare, chiudo la recensione prima che sia troppo tardi, e medito: “si faranno”. Ma non credo.

(francesco farabegoli)