Go further - Ananas

di Ron Mann - Amos Gitai

(DVD+booklet, RaroVideo, 2008)

Go further e Ananas sono le prime uscite della nuova collana Rarovideo “illegal&wanted” curata da Roberto Silvestri. L’orientamento è sostanzialmente quello di diffondere un cinema critico/sovversivo, speriamo soprattutto bello, che è stato finora censurato-bistrattato-perseguitato-ripudiato-rimosso-emarginato-diseredato-criminalizzato. Più semplicemente si potrebbe dire “ignorato”, e quindi ne siamo contenti. Detto questo il buon esordio mi sembra riuscito a metà. Perché se Ananas è effettivamente un film innovativo non solo per quello che dice ma anche per come lo dice, Go further invece introduce temi significativi ma con tanti slogan ad effetto e un fare troppo da Mtv. Ananas è un inedito racconto del terzo mondo e delle contraddizioni della globalizzazione. L’idea è nata da un’etichetta di una confezione di conserva prodotta nelle Filippine, imballata ad Honolulu, distribuita a San Francisco e stampata in Giappone. Senza troppe prerogative di coerenza il documentario racconta le varie fasi della produzione dell’ananas, dalle piantagioni al barattolo; non c’è il voice off che fa da raccordo, le immagini sono strepitose e ‘maiviste’ e tutto ha il passo inesorabile e drammatico di una catena di montaggio. Go further, di suo, documenta il tour ecologista di Woody Harrelson&Co da Seattle a Los Angeles. Sono talmente tante le frasi fatte che quello che rimane in mente è la ridondanza americana, i frullati di frutta acerba (alla vista disgustosi) e le sfavillanti orge di junk food. Tutto va come deve andare, tutti sono superamici e un po’ sopra le righe, a volte si ride, Ron Mann non fa una piega e anche la musica è azzeccata. Appunto, niente di peggio che una “clown revolution”.

(lorenzo micheli gigotti)