Italics

Francesco Bonami

(Catalogo, Electa/Mondadori, 2008)

Bonami con Italics riprende a correre dal punto dove si era fermato Celant con Italian Metamorphosis. I due corridori sono molto diversi e rispecchiano due modi molto diversi di curare e scrivere di arte. Il primo guarda al singolo, al particolare; il secondo all’insieme, all’assoluto. Il primo vuole fare una polaroid; il secondo una grande foto da incornicare. I due approcci si riscontrano anche nei cataloghi: un catalogo snello, fatto di testi brevi e immagini come va oggi, quello di Bonami; un mattone quello di Celant. Parlando di Italics, il testo di Bonami è come sempre chiaro, semplice e abbastanza paraculo per schivare le critiche del caso. Deludente quello di Giuliano Da Empoli. Serio, in senso buono, quello di Francesco Manacorda. Di ampio respiro quello di Guerzoni. Apprezzabile che per un catalogo del genere Bonami ha invitato a scrivere giovani come Nicolin, Manacorda e Da Empoli.

(luca lo pinto)