Epoc Ero Uroi

A.V.

(Fanzine, 2008)

Si parla spesso di stitichezza culturale romana, Un misto di ipercritica, menefreghismo e dannata consapevolezza di saperne più degli altri. Dopo la grande illusione Veltroniana inoltre si è avvicinata una coltre di pericolosa nebbia immobilizzante, come se non bastasse. A Roma però esistono anche piccole nicchie – scene, se si vogliono azzardare termini contraddittori – dissociate dalle brutture romanacce, dalla posa rigida e la poca disponibilità nel fare. Epoc Ero Uroi viene da una di queste, da Roma Est per precisione, zona che col tempo ha saputo isolare le proprie energie in piccoli e determinati luoghi, convogliando esperienze diverse ma piuttosto coerenti fra loro. La sua prima uscita raccoglie un’attitudine più che una tipologia estetica o contenutistica, che per certi versi può sembrare semplicemente una tendenza ironica e subumana, giocata al ribasso. Ma dietro i tanti fumetti alieni, i grafismi spastici, i racconti minimal-catastrofisti e le rubriche del cuore, si cela un’autentica bulimia produttiva, votata alla soddisfazione delle proprie necessità e al sollazzo di chi è vicino, senza troppe fisime e razionalizzazioni. Epoc Ero Uroi è una bella fanzine, e se svelasse in maniera piena l’esperienza di quegli anfratti urbani sarebbe davvero completa. Abbiamo tutto il tempo a disposizione per svelare il potenziale, fra le mani ho il numero zero.

(francesco de figueiredo)